Mattarella agli azzurri: avete emozionato l’Italia

I medagliati alle Paralimpiadi al Quirinale e poi da Draghi: «Siete lo specchio del Paese che riparte»
ROMA. L'Italia che riparte si specchia in voi. Gli azzurri di Tokyo, olimpici e paralimpici, vorrebbero che l’estate magica non finisse mai. A prolungarla con un’altra medaglia è Sergio Mattarella, presidente della Repubblica e primo tifoso che «ha seguito i Giochi, anche se di giorno perché di notte come facevano tanti italiani non mi era concesso, vista l'età...». Al Quirinale sono 109, tra ori, argenti e bronzi, a far squadra per riconsegnare il tricolore portato in Giappone e ora firmato da tutti quelli saliti sul podio. Nei giardini del Colle più che una cerimonia è una festa al termine di una stagione di incredibili vittorie, da record ai Giochi. «Avete emozionato gli italiani. Vi sono momenti in cui lo sport assume significati più ampi. Il nostro Paese è in ripresa, si è sentito rappresentato, si è sentito coinvolto da voi», il complimento di Mattarella. Sulla stessa onda il premier, Mario Draghi, che dopo il Quirinale ha ricevuto le due delegazioni a Palazzo Chigi. «L’Italia va veloce, e quando salta vola: voi siete la generazione che vuole cambiare il Paese, e ci riuscirete», il complimento prima del brindisi. Ci sono Vito Dell’Aquila, primo oro, e Marcel Jacobs, uomo-jet, più gli altri staffettisti - Patta, Desalu e Tortu - che consegnano al Capo dello Stato il testimone della staffetta. C'è il trio magico Sabatini-Caironi-Contrafatto, per il podio tutto italiano dei 100 paralimpici al femminile. C'è Bebe Vio, oro individuale e argento a squadra dopo aver rischiato una nuova amputazione ad aprile. E ci sono i «fratelli e sorelle» d'Italia - come li chiama Malagò - che hanno vinto più di tutti, come ricorda Mattarella con memoria da vero appassionato. «Non posso non menzionare le sette medaglie di vario colore di Stefano Raimondi, le cinque di Carlotta Gigli, Giulia Terzi e Antonio Fantin, e non vorrei trascurare neanche chi ne ha avute soltanto quattro, come Barlaam, Trimi, Palazzo...». Ma due preferenze, il Capo dello Stato le ha confessate: «Al primo giorno delle Paralimpiadi, ho telefonato a Pancalli e gli ho fatto una richiesta che lui ha tenuto segreta: vincete una medaglia più degli olimpici», il tributo all’importanza sociale delle Paralimpiadi. E poi la storia di Tamberi-Barshim. «Non ho dimenticato la sua, di gara», ha detto Mattarella rivolgendosi all'oro dell’alto, «la scelta è stata splendida: anziché proseguire un accanimento agonistico per prevalere di misura al ribasso avete compiuto un gesto di vero valore sportivo».

