Matteassi scuote il Pescara «Adesso basta chiacchiere»

25 Ottobre 2021

Il direttore sportivo dopo il pari di Siena: «Per risalire bisogna fare di più»

PESCARA. Analisi e riflessioni a mente fredda dopo il pari di Siena dal sapore amaro vista la lunga superiorità numerica che ha avuto il Pescara per quasi un’ora di gioco. Se da un lato la tanto temuta fase difensiva, nonostante l’oggettiva emergenza, ha fatto meglio delle altre volte dall’altro c’è il dato oggettivo di una sterilità offensiva nella ripresa che non può essere solo giustificata con le attente letture fatte dal Siena, che ieri ha esonerato l’allenatore Alberto Gilardino. La squadra ha fraseggiato, spesso in modo lezioso, e non ha mai saputo trovare lo spiraglio giusto dalle parti di Lanni.
Ferrari. In due occasioni l’attaccante entrato nella ripresa ha colpito bene di testa sui cross degli esterni. Prima Nzita per la stoccata vincente del pari, poi Cancellotti in pieno recupero ma questa volta Lanni ha fatto il miracolo e ha detto no. Nel mezzo 45’ minuti di sostanziale nulla di fatto, di tanto possesso palla ma di zero pericoli creati dalle parti del numero uno toscano. In parità numerica nel primo tempo il Pescara aveva corso zero rischi e in fase offensiva con Rauti e De Marchi ha avuto buone occasioni, fallite solo per l’imprecisione dei due attaccanti che potevano e dovevano fare di più.
La fase di non possesso. È la vera nota positiva del pomeriggio toscano, ad eccezione di quei 5’ minuti da brivido che hanno chiuso il primo tempo e che restano un inspiegabile rebus. Il Pescara con il 3-5-2, Veroli in rampa di lancio, Frascatore nell’inedito ruolo di centrale e senza Illanes, Drudi e Ingrosso, si è presentato in emergenza ma a conti fatti Di Gennaro per la prima volta non ha corso rischi fino a fine primo tempo. Perchè? La copertura della difesa con i tre centrocampisti ha dato un equilibrio così grande da mascherare le difficoltà oggettive del reparto e Auteri non potrà non tenerne conto in futuro. Che sia 3-5-2 o che sia 4-3-3, Pompetti, Rizzo e Memushaj sono imprescindibili per garantire quell’equilibrio che tanto era mancato.
L’infermeria. D’Ursi (positivo al Covid martedì scorso) dovrà fare il tampone nel fine settimana, Ingrosso sarà sottoposto ad accertamenti per capire l’entità del problema muscolare, Drudi dovrebbe essere pronto per il match contro l’Olbia al pari di Illanes che ha scontato la squalifica. Con i rientri dei difensori e con De Marchi e Ferrari che potranno allenarsi regolarmente senza fare gli straordinari, ci sono le basi per cercare quel filotto tanto auspicato dal ds Luca Matteassi. «Lo ripeto, vogliamo tante vittorie di fila per rientrare nelle zone alte della classifica. Finiamola di ripeterlo, servono i fatti. Il secondo tempo di Siena? Bisognava essere più cattivi inutile negarlo, perché con l’espulsione di Mora le cose si erano messe molto bene. Dovevamo fare di più per vincere». Matteassi, è contento del punto preso in Toscana? «Un po' per l’equilibrio ritrovato. Ma volevamo vincere». Ultime parole spese per l’attaccante Galano, non convocato da Auteri per la gara di sabato. «Ha spiegato tutto il mister. Il ragazzo ha avuto prima il mal di testa e poi il mal di schiena». Ci dobbiamo credere? «Questa è la verità, cosa volete che vi dica...». Una cosa però è innegabile, senza volerci girare intorno. Galano ha uno stipendio importante e delle qualità che in C non si vedono. Che si mettano da parte tutte le polemiche e che si metta in campo tutto il potenziale possibile di questa squadra. Nel calcio e nello sport se ne sono viste di peggio. E sapete come è finita? A baci e abbracci. Per il bene di tutti e per non far scappare troppo le altre. Oggi la Reggiana, vincendo nel posticipo con il Pontedera, può andare a +10, e non è poco.
Enrico Giancarli
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