Maurizi a Campitelli: le sfuriate negli spogliatoi

9 Dicembre 2018

Il tecnico biancorosso dice la sua sullo sfogo del presidente dopo la gara col Renate «Sarebbe stato meglio farlo in altre sedi». Proietti: stimolati dalle parole del patron

VICENZA. Serenità. Il dopo partita nella sala stampa del “Menti” è una bella passerella per mister Agenore Maurizi e per i suoi ragazzi, Proietti e Mantini, che incassano i complimenti dal Vicenza. «Sono contento per la prestazione dei miei ragazzi», commenta il tecnico teramano Agenore Maurizi, «avevamo tanti giovanissimi che grazie ai 4-5 anziani hanno retto benissimo il campo e l'emozione che uno stadio così regala. E mi ha regalato».
Inevitabile, allora, il riferimento allo sfogo del presidente Campitelli subito dopo il pareggio con il Renate, ma Maurizi taglia corto: «Il presidente è il presidente, può dire quello che crede, certo forse sarebbe stato meglio farlo all'interno dello spogliatoio. Io parlo di questa partita nella quale ho avuto le risposte che sapevo comunque che avrei avuto da questo gruppo. Non dimentichiamo che oggi (ieri, ndr) c'era un semi esordiente come Angelo Persia e Simone Mantini». A parlare di moduli quasi gli viene l'orticaria, preferisce sottolineare «che la squadra è sempre stata viva. E oggi (ieri, ndr) abbiamo pagato dazio alla mancanza di esperienza di alcuni, però non ci siamo mai abbattuti. Neppure dopo l'occasione di Zecca. Cosa ho pensato? Niente, che l'aveva sbagliata». Con la sfumatura romana difficile da tradurre in parole. «È una squadra che ha valori e questo mi fa ben sperare in vista dei due prossimi e ravvicinati impegni». Del resto che sia stato un gran bel Teramo lo può confermare il manipolo di tifosi al seguito e lo aveva ribadito, in conferenza stampa, prima di lui, anche il tecnico del Vicenza Giovanni Colella: «Simpatia e stima reciproca, auguro a loro traguardi importanti». Chi avrebbe potuto tagliarli all'ombra della Madonna di Monte Berico è Mattia Proietti che nel giorno dell'Immacolata spegne l'entusiasmo della Sud vicentina con un missile terra aria imprendibile: «Scrivete pure che è una mia specialità», ride, «in realtà è stato un caso». Sarà, ma la prodezza balistica è di quelle da raccontare davanti a un camino. «Nessuna rivalsa, sono stato benissimo a Bassano e ho rivisto volentieri il mister e molti compagni, ma oggi contava solo il Teramo. Le parole del presidente ci hanno punto sull'orgoglio e avevamo voglia di far capire a tutti che siamo una buona squadra, nonostante pure i tanti infortuni». Missione compiuta, anche se è già tempo di girare pagina e pensare a martedì e alla capolista Pordenone. Prima però, passerella per Giorgio Mantini, la merita tutta: «Probabilmente meritavamo qualcosa di più ma è un punto e una partita che mi tengo stretti». A vent'anni la vita e il calcio sono una cosa meravigliosa, specie se esci tra gli applausii
Caidi e Piacentini out. Martedì al Bonolis arriverà il Pordenone e per Maurizi sarà emergenza. Oltre all’acciaccato Speranza, infatti, l’allenatore biancorosso dovrà fare i conti con l’assenza di Caidi. Il difensore, diffidato, ieri è stato ammonito e verrà squalificato dal giudice sportivo. Stesso discorso per Piacentini, che salterà la sfida contro il Pordenone.
(r.l.)