Mazzotta chiede scusa ai tifosi

Dopo il gesto del silenzio verso la tribuna: mai reagito così, mi dispiace
PESCARA. «Purtroppo nella vita di qualsiasi persona ci sono dei periodi che non soddisfano le proprie aspettative. In questi anni di carriera calcistica non mi era mai capitato di reagire così davanti a un ostacolo negativo. E chiedo scusa a tutti i tifosi per il brutto gesto che è stato fatto. Mi dispiace tantissimo». Il messaggio apparso su Instagram porta la firma di Antonio Mazzotta che ieri pomeriggio si è scusato così con i tifosi del Pescara per la reazione al termine della sfida contro il Novara. Il terzino palermitano, infatti, aveva risposto alle offese provenienti dalla tribuna Majella portandosi il dito davanti alla bocca: un gesto di rabbia per invitare i critici a restare in silenzio. In sostanza, un chiaro segno di nervosismo in un periodo in cui il Delfino sta sprofondando in classifica.
Nel post-partita l’accaduto era stato condannato da Massimo Oddo che aveva spinto il difensore a fare marcia indietro: «Se ha risposto è stato un errore», queste le parole del tecnico biancazzurro, «dovrà chiedere scusa. In passato abbiamo ricevuto gli applausi e in questo momento bisogna saper accettare i fischi. Conosco bene i gusti di coloro che siedono in tribuna Majella e so anche che in periodi come quello attuale possiamo contare meno sul loro sostegno». Daniele Sebastiani aveva rincarato la dose e, pur condannando la reazione di Mazzotta, aveva lanciato un appello ai tifosi della tribuna: «Invece di fischiare al primo errore, sarebbe il caso di stare vicini ai ragazzi in un momento così delicato». Addirittura, i tifosi avevano creato una pagina goliardica su Facebook contro Mazzotta, poi chiusa subito dopo le scuse.
Insomma, l’ambiente è in fibrillazione dopo un mese e mezzo di risultati deludenti: sembra passata un’eternità dal giorno in cui ai biancazzurri, di rientro dalla trasferta di Cagliari, fu riservata un’accoglienza trionfale all’aeroporto. Invece, da quel 20 febbraio è iniziato il tracollo. In ogni caso, Mazzotta non può essere indicato come l’unico responsabile della sconfitta di sabato. Di sicuro ha commesso alcuni errori gravi, ma non meno evidenti di quelli fatti in passato da alcuni suoi compagni di reparto. La realtà è che senza Campagnaro la difesa del Pescara sbanda. Inoltre, Mazzotta avrebbe anche una parziale giustificazione che riguarda la sua precaria condizione fisica. Prelevato dal Cesena a gennaio, il calciatore stava recuperando da un infortunio muscolare che lo aveva tenuto fuori per due mesi. Avrebbe necessitato di un rientro più graduale, ma lo stop di Crescenzi ha obbligato Oddo a schierarlo subito titolare a Salerno lo scorso 6 febbraio e in tutte la gare successive. In pratica, Mazzotta ha disputato 7 partite in poco più di un mese. Troppe per un calciatore che veniva da un lungo periodo di inattività e che ha nella corsa la sua arma migliore. Le scuse vanno accettate con la speranza che il suo rendimento possa cambiare alla svelta. All’orizzonte c’è la trasferta a Crotone, dove il terzino due anni fa fece faville. Magari da ex, se Oddo lo farà giocare, vorrà farsi rimpiangere.
Giovanni Tontodonati
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