Meazzi, il jolly del Delfino che ama il rock

Subito l’esordio nel derby, può fare la mezzala e l’esterno: «Felice di essere qui»
PESCARA . Un allenamento e via, subito gettato nella mischia. Nessun problema per un ragazzo cresciuto a pane e pallone come Lorenzo “Ciccio” Meazzi, 22enne di Arenzano, provincia di Genova, uno dei due volti nuovi del mercato di gennaio a debuttare all’Adriatico sabato scorso nel derby contro il Pineto, prendendo il posto dell’altro esordiente della serata, Andrea Capone, in campo nel primo tempo. Il 22enne desiderava da tempo un’esperienza lontano da casa, dopo una vita calcistica spesa con la maglia della Virtus Entella (143 partite dall’Under 17 ai professionisti, 3 di queste in serie B nel 2021). Arrivato a 16 anni a Chiavari, conosciutissimo per via del papà, allenatore nei dilettanti in Liguria (anche il fratello gioca nei dilettanti della sua regione). Meazzi vive di calcio, ma ha la testa sulle spalle: dopo il liceo scientifico si è iscritto all’università.
«Gli anni delle giovanili sono stati difficili, facevo il pendolare per allenarmi. Ma il debutto in B contro la Salernitana, nel 2021, è stato un momento indimenticabile», ha raccontato alla radio ufficiale dell’Entella qualche tempo fa. Si carica ascoltando gli Ac Dc, una delle sue band preferite. Pescara era nel suo destino: Delli Carri lo avrebbe voluto già l’estate scorsa, sapendo che il suo contratto a Chiavari era in scadenza, ma le resistenze del presidente Gozzi lo avevano fatto desistere. Aspettando gennaio. Il mese scorso, infatti, il ds del Delfino è tornato alla carica. Ci sono voluti giorni, ma alla fine Meazzi è arrivato all’Adriatico. E all’esordio ha centrato una vittoria, sfiorando tra l’altro due volte il gol. Il gol arriverà, la prestazione invece c’è già. Vista l’emergenza in attacco, Zeman potrebbe schierarlo anche venerdì, a Gubbio, come esterno del tridente. Meazzi sarà un jolly molto utile sia come mezzala che come attaccante.
Da sempre trequartista a Chiavari, ha rubato segreti a Schenetti, Morosini e altri ex compagni di squadra. «Mi metto a disposizione del mister: sono un giocatore offensivo, mezzala o esterno cambia poco. Non ho mai giocato nel 4-3-3, ma posso farlo». Esordio all’Adriatico con vittoria in un derby, non poteva chiedere di più per iniziare la sua esperienza pescarese. «Sono contentissimo, appena saputo dell’interesse del Pescara, ho subito accettato. Volevo un’esperienza nuova lontano da casa e l'ho detto al ds dell’Entella. L’esordio? Sensazione bellissima».
Orlando D’Angelo
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