Mecomonaco è ottimista: l’anno giusto per le abruzzesi

1 Settembre 2017

CHIETI. «Può essere l'anno delle abruzzesi». Antonio Mecomonaco non ha dubbi: dopo cinque anni di dominio delle marchigiane, l'Abruzzo può tornare a fare la voce grossa nel girone F di serie D,...

CHIETI. «Può essere l'anno delle abruzzesi». Antonio Mecomonaco non ha dubbi: dopo cinque anni di dominio delle marchigiane, l'Abruzzo può tornare a fare la voce grossa nel girone F di serie D, soprattutto adesso che si presenta con sette squadre ai nastri di partenza. Il 49enne allenatore di Chieti, ex Sulmona, Civitanovese, Recanatese e Matelica, analizza il girone a pochi giorni dal via.
Che campionato sarà?
«Più duro rispetto allo scorso anno perché ci sono più squadre costruite per vincere il campionato. Nella passata stagione la squadra da battere era il Matelica, adesso invece non c'è l'ammazza campionato. Vedo molto equilibrio con 6-7 squadre attrezzate per la vittoria finale».
Quali?
«Tra le marchigiane, Vis Pesaro e Matelica sono le più organizzate. Ma Francavilla, Pineto, L'Aquila, Vastese e Avezzano sono squadre costruite molto bene che possono lottare fino in fondo».
Le abruzzesi sono tutte sullo stesso piano?
«Sono tutte buone squadre che possono fare bene. Francavilla e Pineto le metto davanti a tutte per l'organico, ma non si può sottovalutare il blasone dell'Aquila».
Il Francavilla ha grosse ambizioni.
«Ha costruito una squadra forte con il giusto mix di giovani e giocatori esperti e ha un'organizzazione societaria importante. I campionati si vincono anche se hai una società seria alle spalle».
Vastese e San Nicolò partono a fari spenti?
«La Vastese ha un direttore sportivo che conosce bene la categoria e una piazza così deve fare un campionato importante. Le ambizioni del San Nicolò sono diverse, ma l'ossatura della squadra è la stessa e l'organico è stato ulteriormente ringiovanito. De Angelis ha fatto un grosso lavoro. Faranno entrambe bene».
Il Matelica ci riproverà?
«Il presidente ha cambiato rotta, affidandosi a un ds e prendendo non più figurine, ma giocatori giovani e validi. E' una delle candidate alla promozione, ma molto dipenderà da come riusciranno a gestire i momenti negativi».
Lo scorso anno la sua esperienza a Matelica non è stata fortunata.
«Subentrare è sempre difficile. La squadra era individualmente la più forte, ma era troppo vecchia. Non c'è mai stato uno spogliatoio sereno. E poi mancava un ds che facesse da tramite tra giocatori e società».
Lei è di Chieti, ma vive a Pratola. I Nerostellati riusciranno a salvarsi?
«La squadra è molto affiatata. L'ambiente può fare la differenza: se il problema campo si risolverà, la tifoseria pratolana sarà il dodicesimo uomo in campo».
Tre allenatori abruzzesi al debutto: Campanile, Iervese e Di Marzio sono pronti?
«Sono preparati e possono fare molto bene. Hanno solo bisogno di lavorare con tranquillità».
Chi è il giovane da seguire?
«Il centrocampista Mele del Francavilla».
Quali sono i giocatori che sposteranno gli equilibri?
«Fofana, Dos Santos, Branicki, Moretti, Napolano e Fiore. Ma occhio a Oliveira del Matelica».
E' favorevole alle cinque sostituzioni?
«Sì, se si ha una rosa lunga da cui attingere. Ma i cambi non devono essere utilizzati per perdere tempo».
Quando tornerà su una panchina?
«Ho ricevuto diverse chiamate, ma aspetto con serenità quella giusta. In bocca al lupo alle abruzzesi. Questo può essere l'anno giusto per una di loro». (g.g.)
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