Melchiorri: Castan, sono con te

22 Novembre 2014

Il bomber del Pescara operato in passato alla testa, lo stesso intervento che dovrà fare il romanista

PESCARA. L’augurio di Federico Melchiorri a Leandro Castan. A breve il difensore della Roma dovrà essere sottoposto ad un intervento neurochirurgico che lo terrà lontano dai campi per circa sei mesi. La causa (presenza di un cavernoma) è la stessa che nel 2010 costrinse Melchiorri ad operarsi al cervello e a restare lontano dai campi per un anno. Ieri l’attaccante del Pescara ha manifestato tutta la sua vicinanza al collega postando su Facebook un videomessaggio molto significativo. «Ciao Leo, sono Melchiorri», questa la dedica del pescarese al romanista, «anch’io nel 2010 ho avuto un cavernoma. Volevo farti un grandissimo “in bocca al lupo”. Devi stare tranquillo perché è una cosa che non ti può fermare. Come puoi vedere, ho ricominciato e sono tornato a giocare in serie B. Rimettiti prima possibile».

La risposta di Castan non si è fatta attendere. Il calciatore ha prima commentato i numerosi messaggi che gli sono stati inviati da tifosi, colleghi, allenatori (ovviamente Rudi Garcia, ma anche Max Allegri, ecc.) e rappresentanti del mondo del calcio: «Vorrei ringraziare tutti», ha twittato Castan, «per le tantissime dimostrazioni d'affetto! Mi avete dato ancora più forza, presto tornerò...e più forte di prima!» Poi il 28enne brasiliano ha dedicato un pensiero per il centravanti biancazzurro. «Grazie Melchiorri, un forte abbraccio». Lo stesso problema toccò a Marco Zanchi, ex difensore del Bologna, e ad Alessandro Corallo quando militava nel Gubbio. Tutti sono tornati a giocare senza alcun fastidio, anche se i tempi di recupero variano da caso a caso. Per esempio Zanchi è rientrato dopo cinque mesi, mentre Melchiorri restò fermo per un anno. L’asportazione del cavernoma dovrebbe risolvere l’inconveniente e consentire a Castan il pieno recupero, sebbene si tratti di un intervento delicato. L’importante è non arrendersi. «Da quell’esperienza», disse Melchiorri tempo fa, «ho capito che la vita può chiuderti le porte. Però non bisogna mai mollare, da un’altra parte potrebbe esserci un modo per rientrare». Federico ha vinto la sua battaglia. Con 7 reti all’attivo il 27enne di Macerata ha già battuto il suo record in serie B (ne fece 6 l’anno scorso con il Padova) ed ora sta vivendo il momento più felice della sua carriera. Una carriera legata alla maglia biancazzurra, quella che desiderava indossare da tanto tempo. Il sogno si è avverato e pare destinato a durare a lungo. La società, infatti, sta pensando di blindare il suo gioiello che ha un contratto fino al 2016 (con opzione per un’altra stagione) facendogli firmare il prolungamento con scadenza al 2018. Non solo, a breve si riapriranno le consultazioni con l’altra punta di diamante del Delfino: Riccardo Maniero, 8 centri in stagione. Attualmente è impossibile fare previsioni sulla sua permanenza a Pescara, ma è chiaro che la situazione andrà risolta al più presto, anche per evitare che Maniero, in scadenza a giugno 2015, possa firmare per un altro club (potrà farlo all’inizio di febbraio). Insomma, i dirigenti si muovono per preservare la coppia d’attacco più prolifica del campionato. I due oggi pomeriggio sono attesi dalla prova del nove contro la difesa del Modena, la meno perforata della serie cadetta con appena 11 gol subìti in 13 partite.

Giovanni Tontodonati

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