Melchiorri, dal dramma al sogno

20 Settembre 2014

Nel 2011 l’attaccante rischia la vita per una brutta malattia, poi la rinascita e la firma per il Pescara

PESCARA. Tocca a Federico Melchiorri. L’attaccante marchigiano sognava di partire titolare e Marco Baroni ha deciso di accontentarlo. Un po’ per consentire a Riccardo Maniero di tirare il fiato (martedì c’è il Latina, domenica 28 il Catania), ma anche per testare le reali potenzialità del centravanti, arrivato in Abruzzo con ottime referenze. Finalmente avrà la chance per soddisfare i tifosi che attendevano con ansia il suo impiego dall’inizio. D’altronde lui l’aveva detto: «Il mio obiettivo è mettere in difficoltà l’allenatore nelle scelte». Obiettivo centrato. Esordirà dal primo minuto a Cittadella che gli evoca cattivi ricordi: l’anno scorso, infatti, con la maglia del Padova perse entrambi i confronti. Dopo la retrocessione con i biancoscudati, per tornare a sorridere il 27enne ha scelto il Pescara, rifiutando la corte di mezza serie B, ma anche da alcuni club di A. Perché Federico ha sempre desiderato giocare all’Adriatico, sin dai tempi in cui vestiva la maglia del Giulianova. Ora ce l’ha fatta, dopo un percorso pieno di ostacoli. Nel 2006 venne acquistato dal Siena che lo fece giocare nella Primavera. A soli 19 anni esordì in serie A nel match contro l’Empoli grazie a Mario Beretta. Dopo alcune esperienze in Lega Pro, nel 2011, il mondo gli cadde addosso: una brutta malattia lo costrinse a sottoporsi ad una delicata operazione. «Da quel giorno», ha detto Melchiorri due mesi fa, «ho capito che la vita può chiuderti le porte, ma da un’altra parte potrebbe esserci un modo per rientrare. Per questo non bisogna mai mollare». Lui ha reagito e, ricominciando dai dilettanti (57 in 84 partite di Eccellenza e serie D), è tornato ad attirare l’interesse di club blasonati. E chi lo aveva scoperto quando era ragazzino si è ricordato di lui: Marco Valentini, l’ex diesse del Padova, suo grande estimatore. «Federico in serie B può fare la differenza», afferma Valentini, «mi auguro che riesca ad affermarsi nel Pescara. Con le dovute proporzioni, somiglia a Cavani. Sa attaccare la profondità, calcia con entrambi i piedi e possiede un’accelerazione devastante». L’unico dubbio del ds è legato al modulo: il 4-3-3 di Baroni non sembra adatto alle sue caratteristiche. «È una seconda punta, deve giocare in coppia con un altro attaccante nel 4-4-2». Valentini è di Macerata, stessa città di Melchiorri. «Lo conosco da quando era bambino, volevo portarlo con me a Messina in A, ma lui scelse Siena. L’anno scorso l’ho voluto a Padova e, nonostante i problemi di spogliatoio, è riuscito a disputare un buon torneo. È un calciatore istintivo e imprevedibile, per i difensori è dura intuire le sue giocate». L’unico “difetto” riguarda il carattere. Federico è il classico bravo ragazzo, umile e rispettoso. «Va bene essere così fuori dal campo, ma dentro deve essere più sfrontato. Nemmeno lui sa quanto sia forte». L’anno scorso, al debutto in B, Melchiorri ha realizzato 6 reti: l’obiettivo è superare quella cifra, magari cominciando dalla gara odierna.

Giovanni Tontodonati

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