Melchiorri e Nicolas, due spine

Il bomber del Pescara non segna più. Il Lanciano perde il portiere per un mese
di ROCCO COLETTI
La Roma si è risvegliata. Ha vinto soffrendo a Cagliari ed è tornata a meno sette dalla Juventus, rintuzzando al contempo l’assalto del Napoli che continua a collezionare successi. Bene così: ne guadagna l’interesse del campionato, anche se va ribadito che la Roma delle ultime gare è lontana parente di quella della passata stagione. E che la Vecchia Signora appare comunque una spanna superiore alle rivali. Ma la domenica della serie A è stata caratterizzata dalla polemica a distanza Juve-Milan, accesa da Galliani sulle riprese televisive e sul gol di Tevez. E questa è stata l’ennesima conferma che il calcio italiano è capace di litigare su tutto. Il problema, però, risiede nella stanza dei bottoni. La gestione Tavecchio in federazione si sta rivelando più deleteria di quanto si potesse immaginare alla vigilia della sua elezione, caratterizzata dalle polemiche per la gaffe su . Optì Poba. La sensazione che non abbia autorevolezza per prendere delle decisioni è palpabile. Così come appare chiaro che la sua gestione sia figlia dei “consigli” di Claudio Lotito e dei padroni della Lega Calcio. Che, però, non riescono ancora a offrire una spiegazione allo scandalo Parma destinato a falsare il campionato. L’impegno di spesa per 107mila euro della Figc per acquistare i libri di Carlo Tavecchio è quanto di più imbarazzante possa esistere. In un altro Paese, il presidente della Figc sarebbe già stato mandato a casa. Pardon, non sarebbe mai stato eletto.
E poi la Lega Pro spaccata con il patron Mario Macalli – uno dei grandi elettori di Tavecchio – sfiduciato dai presidenti. Il capo della Figc ha ordinato la convocazione di un’assemblea e Macalli ha fatto orecchie da mercante. E quindi viene da chiedersi: Tavecchio ci è o ci fa? Ovvero si fa prendere in giro volontariamente oppure nemmeno se ne rende conto? E poi il braccio di ferro con i club per dare più spazio alla Nazionale di Conte. Un braccio di ferro perso ovviamente. Con conseguente irritazione del ct azzurro che la scorsa estate ha ricevuto delle promesse dalla premiata ditta Tavecchio&Lotito che non sono state rispettate. Oggi c’è il faccia a faccia tra Tavecchio e Conte: si rischia la rottura. E l’ennesima figuraccia di Tavecchio.
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