Melchiorri: resto perché voglio la serie A

22 Gennaio 2015

L’attaccante: «La promozione è un sogno, ma vogliamo provarci». Caprari: «C’è un bel gruppo, aspetto la mia occasione»

PESCARA. La performance di Trapani consente al Pescara di ragionare a fondo sulla ricerca del sostituto di Riccardo Maniero. La squadra ha risposto bene all’addio del capitano e, soprattutto, tutti gli attaccanti sono apparsi in ottima vena. In particolare, Christian Pasquato non ha fatto rimpiangere il capocannoniere della B. Con la doppietta di sabato scorso sale a quota 6 lo score del 25enne padovano in 17 presenze (appena 763 minuti giocati). Il sospetto che finora Maniero gli abbia fatto "da tappo", come si usa dire nel gergo delle corse automobilistiche, è forte. Comunque, adesso il pallino è in mano a Baroni che pare abbia idee chiarissime. «Un'altra punta al posto di Maniero», aveva detto il tecnico, «serve eccome, anche se segnassimo 10 gol prima della fine del mercato. Ci servono pochi ritocchi, ma ben fatti».

Nel caso specifico, occorre un elemento che sappia coniugarsi alla perfezione con Federico Melchiorri. A margine dell’incontro di ieri con gli studenti dell’Ipssar De Cecco l’attaccante marchigiano ha parlato anche di Maniero riconoscendo che la cessione ha modificato il suo modo di stare in campo. «Abbiamo cambiato tutto», ha detto Melchiorri, «perché le caratteristiche di Pasquato sono diverse da quelle di Maniero, ma non è un problema. Mi dispiace che Pippo sia andato a Catania: lui è un amico, però siamo professionisti e ognuno fa le sue scelte». Maniero si è trasferito in Sicilia per conquistare la serie A: magari avrà pensato di non poterci riuscire con la maglia del Pescara... «Evidentemente la pensiamo in maniera diversa. Su questo argomento io e Pippo non siamo affatto d’accordo. Non vorrei fare proclami: diciamo che per ora la A è un sogno». Nelle ultime 7 gare il Delfino ha totalizzato 15 punti irrompendo in zona play off. «Ora giochiamo meglio e c’è maggiore intesa. Baroni è uno dei migliori allenatori che ho avuto. È esigente, ma alla fine gli sforzi vengono premiati. Gli ultimi risultati sono la logica conseguenza del lavoro che portiamo avanti dall’inizio della stagione».

Melchiorri è sempre più l’uomo-copertina del Pescara. Lo sarà (almeno) fino a giugno, poi chissà. «Resto qui, non ho mai avuto dubbi, per me la questione è chiusa. Anzi, non è mai stata aperta perché non ho mai pensato di andarmene». Sabato i tifosi torneranno a sostenere la squadra. Finalmente la contestazione è finita. «Giocare all’Adriatico senza l’aiuto del pubblico è un controsenso. La curva Nord sarà il dodicesimo uomo in campo». Contro la Ternana è certa la conferma del tandem Melchiorri-Pasquato, anche se alle spalle di quest’ultimo scalpita Gianluca Caprari. «Rispetto le scelte dell’allenatore. È ovvio che vorrei giocare, perciò ho il dovere di sfruttare le occasioni. L’infortunio è solo un brutto ricordo, ora sono pronto e a breve sarà al top». Il 21enne scuola-Roma ha seguito dall’esterno la bella rimonta che ha permesso al Pescara di scalare posizioni in classifica. «Abbiamo cambiato marcia restando uniti. Purtroppo, il nostro rendimento è stato penalizzato dai tanti infortuni e da qualche episodio sfavorevole. Sono felice di far parte di questo gruppo e penso che, a parte il Bologna, non ci siano in serie B squadre superiori al Pescara. Siamo all’altezza di tutte le altre e ce la giocheremo fino alla fine. Personalmente credo che si possa fare qualcosa in più dei play off».

Ora lo sguardo è proiettato alla prossima partita contro la Ternana. «Dobbiamo tornare a vincere all’Adriatico. Mi manca tanto il gol e mi auguro di riuscire a segnare già dalla prossima partita».

Giovanni Tontodonati

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