Melegoni si presenta: mi manda Gasperini

10 Agosto 2018

Il baby dell’Atalanta: «Pescara è la piazza ideale per crescere»

GIULIANOVA. L’ennesima pepita d’oro della miniera Atalanta. Filippo Melegoni, capitano dell’Italia under 19 vice campione d’Europa, arriva a Pescara con uno sponsor di prestigio: Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Dea, ex centrocampista biancazzurro negli anni Ottanta, nella passata stagione lo ha spesso aggregato in prima squadra facendogli assaggiare il calcio di alto livello. Melegoni, prima di partire per l’Abruzzo, si è confrontato con il suo ex allenatore. «Gasperini mi ha detto che ha giocato qui tanti anni fa e si è trovato molto bene», racconta il 19enne centrocampista. «Ha un ottimo ricordo dei tifosi e della città. Ci siamo salutati e mi ha fatto un in bocca al lupo. Sono contentissimo di essere qui. Il Pescara è una società ambiziosa che crede fermamente nei giovani. Non potevo fare una scelta migliore per dimostrare il mio valore».
Regista, mezzala o trequartista, Melegoni si adatta bene in qualsiasi posizione. «Posso ricoprire vari ruoli, anche se preferisco agire da mezzala. Mi piace molto inserirmi, cercare gli assist e la porta avversaria, ma nel calcio è fondamentale anche la fase difensiva». Alto, longilineo, ma molto dinamico, Filippo abbina la sua grande tecnica a un buon senso tattico e un’ottima visione di gioco. Ammira Modric, però è cresciuto con il mito di Zinedine Zidane, l’ex fuoriclasse della Juventus e del Real Madrid ed ex tecnico delle merengues. Melegoni dovrà dovrà strutturarsi fisicamente, poi sarà pronto per i grandi palcoscenici.
Non sarà facile ritagliarsi uno spazio importante in un centrocampo che conta elementi molto validi per la B, come Brugman, Memushaj, Machin e via discorrendo. «Sono giocatori molto forti. Il mio obiettivo è crescere giocando il più possibile. So di dover lavorare molto per affermarmi e sono pronto per questo compito. I miei compagni e Pillon mi stanno aiutando a inserirmi. Il nostro allenatore cura tanto l’aspetto tecnico e questa è una cosa che mi piace molto. Poi ho trovato un gruppo unito. Conoscevo già Monachello, ma anche gli altri mi hanno fatto sentire subito a mio agio».
A breve arriverà il suo amico e compagno nelle giovanili dell’Atalanta e nell’Italia under 19: Christian Capone. «Ci siamo sentiti qualche giorno fa. Mi ha detto che qui è stato benissimo ed è felice per la mia scelta». L’Europeo è svanito all’ultimo ostacolo con il Portogallo che ha battuto gli azzurrini nella finalissima. «Purtroppo non siamo riusciti a conquistare il titolo, ma è stata comunque un’avventura bellissima. Ora penso a disputare un buon campionato di B con il Pescara che è una vetrina bella per i giovani». A proposito di ragazzi, l’Atalanta è un esempio per la cura del settore giovanile. «Sì, l’obiettivo principale della società è formarli, portarli in prima squadra e poi venderli ai grandi club».
(g.t.)
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