Memushaj: «Ho sbagliato, ma non andrò via»

Il vice capitano biancazzurro torna a parlare dopo lo screzio con Zauri: «Dette tante cose non vere»
PESCARA. Il divorzio da Luciano Zauri, il felice impatto di Nicola Legrottaglie e la volontà di non lasciare il Pescara. A distanza di oltre un mese, Ledian Memushaj parla delle vicende che lo hanno visto protagonista nelle ultime settimane. A cominciare dalle incomprensioni con il suo ex allenatore. L’albanese credeva che Zauri lo avesse perdonato per la sfuriata dopo la sostituzione a Livorno, non si aspettava di essere punito con l’esclusione dalla gara contro il Chievo, era convinto che tutto fosse finito nello spogliatoio del Picchi. Dal canto suo il tecnico marsicano era certo che Memushaj si sarebbe scusato con i compagni, se lo avesse fatto non lo avrebbe lasciato a casa. Invece è mancato il confronto, i due non si sono mai chiariti e la situazione è degenerata. Ora il nuovo corso con Legrottaglie nella speranza che la squadra trovi la necessaria continuità per entrare stabilmente in zona play off. Con il vice capitano pronto a dare il suo contributo.
Memushaj, qual è il segreto della metamorfosi del Pescara?
«Calma, a Udine la squadra ha giocato un’ottima gara conquistando una vittoria preziosa, ma la strada è lunga. Serve continuità per fare il salto di qualità. Lunedì avremo la possibilità di dare un peso maggiore al successo con il Pordenone. Bisogna battere il Cosenza, una squadra assetata di punti che venderà cara la pelle. Ci lascerà pochissimi spazi e dovremo essere bravi a sfruttarli».
Cosa è cambiato con Legrottaglie?
«Forse ora siamo più spensierati e giochiamo con tranquillità. Il 3-5-2? Il modulo conta, ma incidono soprattutto l’interpretazione e l’atteggiamento. In realtà, anche prima del match col Pordenone avevamo disputato alcune ottime gare, però ci sono stati troppi alti e bassi».
Un passo indietro. Ci spiega il nervosismo di Livorno?
«Lo ammetto, ho sbagliato e ho pagato. Comunque sia, vorrei precisare che quella reazione non è stata causata dalla sostituzione, dal momento che con Zauri ho sempre giocato e mancava poco al fischio finale. Inoltre, dopo tre giorni dovevamo giocare contro il Chievo».
Allora perché si è lamentato del cambio?
«Lasciamo perdere e guardiamo avanti…».
Perché non ha mai cercato un confronto con Zauri?
«A volte non c’è bisogno di chiarirsi, noi dobbiamo solo dare tutto sul campo. Inoltre, con il gruppo non ho mai avuto problemi, quindi per quale motivo avrei dovuto chiedere scusa? Si sono dette tante cose false. Ad esempio, non ho mai chiesto di andare via da Pescara, invece per qualcuno avevo già le valigie in mano».
Ora l’obiettivo è riconquistare l’Adriatico, dove il Pescara non vince dalla gara con il Pisa dello scorso 2 novembre.
«Fino a cinque partite fa il rendimento casalingo è stato più che sufficiente, poi abbiamo rallentato il ritmo. L’Adriatico deve tornare ad essere il nostro fortino».
Domani si chiuderà il mercato. Memushaj resterà in biancazzurro?
«Al 100%, non ho motivi per lasciare il Pescara». (g.t.)
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