Memushaj: «Il mio destino è legato al Pescara»

Il mediano ex Carpi: l’anno scorso mi sono rotto il ginocchio contro i biancazzurri ed è strano ricominciare con questa maglia. Adoro Pirlo e l’Italia è casa mia
PESCARA. Il Pescara nel destino. Il 3 maggio 2014 è un giorno che difficilmente dimenticherà. Allo stadio Cabassi di Carpi c’è di scena il Delfino allenato da Serse Cosmi. Gli emiliani vincono per 2-0 e strizzano l’occhio alla zona play off. Festa grande per i biancorossi, ma non per lui. Ledian Memushaj lascia il campo in barella, nei primi minuti del secondo tempo, con un ginocchio gonfio. Il verdetto è impietoso: lesione del legamento crociato del ginocchio destro. Va sotto i ferri e passa l’intera estate a sudare in palestra con i fisioterapisti per tornare in campo il prima possibile. “Memu”, come lo chiamano da quando ha iniziato a tirare calci al pallone, è tornato. Riparte da Pescara, la stessa squadra che aveva incontrato nell’ultima partita prima che il suo ginocchio facesse crack. «È stata dura», racconta il centrocampista albanese, uno degli ultimi acquisti del Delfino. «Credo nel destino», racconta, «mi sono fatto male contro il Pescara e adesso vesto la maglia biancazzurra. Una cosa strana, ma sono davvero contento per la scelta fatta. Arrivo in un club importante e in una grande piazza. Sono felicissimo. In B poche piazze sono come questa e ho messo il Pescara al primo posto delle squadre che mi hanno cercato durante il mercato». Memushaj è nato a Valona 28 anni fa. «Mi sento italiano», sorride, «sono arrivato in Italia vent’anni fa e sono innamorato di questo paese. Avevo otto anni quando ho lasciato l’Albania con mia mamma e mio fratello Erand per raggiungere mio padre, Riza, che faceva l’operaio in un’azienda a Cremona. L’Albania rispetto a 20 anni fa è cambiata. Adesso si vive meglio rispetto a quando sono andato via io...Anche a livello calcistico siamo cresciuti tanto. Io ho giocato in Nazionale insieme ai vari Cana, Ujkani e Berisha, ma in Albania ci sono tanti altri ragazzi davvero interessanti. Siamo una nazione in piena evoluzione e sono sicuro che prima o poi verranno fuori giocatori fortissimi». La sua famiglia vive a Carpi da diversi anni. «Mio padre è operaio e mia madre casalinga. Anche il mio fratello maggiore vive con loro. Siamo una bella famiglia e con il mio lavoro cerco di aiutarli». Adesso, però, deve aiutare il Pescara: «Sono carico e non vedo l’ora di tornare in campo. Tra 10 giorni penso di allenarmi insieme al resto del gruppo. Ho vissuto dei momenti brutti dopo l’infortunio al ginocchio, ma, adesso, sto benissimo. Obiettivi? Pensiamo a raggiungere la salvezza, poi vedremo...A me piace fare un passo alla volta. Chi vince il campionato? Il Catania è una squadra attrezzata, ma non credo che possa ammazzare il campionato come fece il Palermo nello scorso campionato. La sorpresa? Il Pescara», ride, il 28enne albanese che tifa Inter e si ispira a Pirlo. «Mi sono innamorato dell’Inter di Ronaldo. Pirlo? È un fuoriclasse». Sulle spalle avrà il numero 32, lasciato libero da Sforzini. «Era uno dei pochi rimasti liberi. L’anno scorso avevo il 20, ma, dopo quello che è successo a Carpi, non lo prenderò più». Memushaj vuole dimenticare l’infortunio e tra 20 giorni sarà di nuovo in campo.
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