Memushaj non perdona il Pescara vola in testa

De Marchi segna in avvio, pari della Carrarese ma poi ci pensa l’albanese a realizzare il gol della vittoria in Toscana. Il Delfino è primo in classifica
CARRARA . A Carrara si gioca allo stadio Dei Marmi, in campo il marmo pregiato è solo a tinte biancazzurre: gli uomini di Auteri dominano il match, a volte sono troppo leziosi ma con il 4-3-3 nel finale trovano il gol vittoria firmato da Ledjan Memushaj. Il Pescara batte la Carrarese 2-1: siamo solo all’inizio ma guardare tutti dall’alto in classifica non dispiace a nessuno. Camicia bianca in panchina sia per Totò Di Natale che per Gaetano Auteri, le temperature elevate non permettono l’eleganza della giacca e della cravatta, ma pronti via la Carrarese più che alla bellezza punta alla sostanza e al 4’ Figoli di testa va più in alto di tutti e colpisce a botta sicura. Di Gennaro è attento, tocca il pallone in bello stile e lo manda sulla traversa. Se il buongiorno si vede dal mattino le cose non sembrano potersi mettere bene per il Pescara, ma basta qualche giro d’orologio per vedere tutta un’altra partita.
Le scelte. Auteri deve rinunciare a Illanes per un fastidio al polpaccio: l’ex Avellino era pronto per il debutto ma è stato costretto al forfait al pari di Chiarella finito in tribuna. Nel 3-4-3 l’unica novità è Clemenza esterno alto a destra, Galano parte dalla panchina. Dopo la fiammata iniziale con Di Gennaro bravo su Figoli, i biancazzurri iniziano a dominare la partita. Il Pescara tecnicamente è di un’altra categoria rispetto alla Carrarese, ma troppe volte il palleggio appare lezioso e non efficace. Tradotto: essere belli serve a poco se poi non si è efficaci e, se a questo aggiungiamo che su palla persa arrivano dei pericoli, ecco che Auteri ha già tanti argomenti su cui lavorare. Clemenza ci prova al 9’ con il piede non suo, palla fuori di un soffio. Con il piede giusto qualche minuto più tardi l’ex Juventus va tutto solo in area (assist di Memushaj), ma controlla male e la Carrarese si salva in angolo. Il vantaggio arriva al 13’: Pompetti disegna una traiettoria perfetta, Frascatore stacca bene di testa ma trova il legno a dire di no. Sulla ribattuta è freddo e preciso De Marchi che prende la mira e calcia in rete. Pescara in vantaggio e Pescara che fa quello che vuole, per un attimo sembra la partita amichevole del giovedì, Clemenza al 25’ sciupa il raddoppio imbeccato sempre da Memushaj con Vettorel che fa un piccolo miracolo.
Come può subire un gol il Delfino se sta dominando così una partita? Semplice: con una banale palla persa (di Pompetti) trasformata in oro dal destro secco di Battistella. Auteri inizia ad arrabbiarsi: D’Ursi e Clemenza palleggiano troppo, concretizzano poco e pensa già ai cambi. Prima dell’intervallo Vettorel salva su una punizione di Memushaj e negli spogliatoi il tecnico biancazzurro di sicuro non ha offerto il tè caldo ai suoi. E infatti cambia tutto il reparto offensivo: dentro Galano, Bocic e Rauti. La scelta non paga, il Pescara non è più bello come nel primo tempo. Addirittura Bocic si fa male subito e tocca a Ferrari con Rauti esterno.
Solo Galano è entrato bene in partita e lancia Zappella sulla fascia. Il cross basso è ribattuto con un braccio da Pasciuti. È rigore e a sorpresa dal dischetto va Pompetti. Vettorel è il ministro della difesa della Carrarese e dice no.
Il nuovo modulo. Auteri, dopo aver forse frettolosamente cambiato troppo nell’intervallo, indovina la mossa giusta. Rizzo per Zappella e squadra con il 4-3-3. In un batter d’occhio cambia tutto. Il Pescara torna a dominare, Pompetti pennella l’arcobaleno più bello che finisce sulla testa di Memushaj. Il colpo di testa è elegante e lascia immobile Vettorel che questa volta deve alzare bandiera bianca. E che bella la corsa sotto la curva a salutare i tifosi pescaresi arrivati allo stadio nella ripresa. Nel finale Pescara in 10 per il doppio giallo a Nzita ma non succederà più nulla. Auteri sabato aveva chiesto alla squadra di adattarsi alla C? Rizzo in 15’ ha spiegato a tutti come si fa. Ed è la strada da seguire.
Enrico Giancarli
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