Memushaj: sabato sapremo a che punto siamo

Lo scorso gennaio la mezzala è stata a un passo dalla Cremonese: «Un avversario da primi posti»
PESCARA. Subito un match di elevato coefficiente di difficoltà. Sabato (ore 18) il Pescara debutterà in campionato affrontando la Cremonese in trasferta. Nell’undici titolare ci sarà Ledian Memushaj che lo scorso gennaio avrebbe potuto trasferirsi dal Benevento al club grigiorosso. Alla fine il 31enne albanese è rimasto nel Sannio, anche se il feeling con Roberto De Zerbi (ex allenatore giallorosso, ora al Sassuolo) si è presto deteriorato. «Abbiamo due caratteri simili», spiega Memushaj, «c’è stato un diverbio e il rapporto si è incrinato. Lui è una persona molto rancorosa, però devo dire che è un grande allenatore». Così, al termine della stagione, Memushaj ha riabbracciato i suoi ex compagni. «Sì, speravo di tornare a Pescara e sono felice di esserci riuscito. Ora tutti si aspettano tanto da me ed è giusto che sia così. Mi conoscete, sapete che non ho paura di prendermi le responsabilità».
Il primo crash test tra due giorni allo stadio Zini. «Se guardiamo il mercato che ha fatto, la Cremonese come minimo dovrà centrare l’accesso ai play off. Sappiamo che sarà una partita difficile e bella da giocare, anche perché ci farà capire a che punto siamo».
La scelta della società di partire con un profilo basso ha contagiato anche lui. «Dobbiamo iniziare il campionato con serenità, evitare proclami e lavorare a testa bassa. Eccessiva prudenza? No, è la realtà, quest’anno il torneo è molto impegnativo. Noi in rosa abbiamo tanti giovani che devono crescere e che possono fare un’ottima carriera. Bisogna stare tranquilli e tenere i piedi per terra». Tra gli addetti ai lavori, nessuno ha inserito il Delfino tra i favoriti. «Meglio così, anche tre anni fa con Massimo Oddo non eravamo tra le squadre candidate alla promozione, poi abbiamo vissuto una stagione bellissima. E lo stesso potrà accadere nel campionato che sta per iniziare». In riva all’Adriatico ha ritrovato Pillon che lo ha allenato al Carpi. «È una persona eccezionale, sono contento di averlo di nuovo come allenatore. Con lui a Carpi stavo facendo benissimo, però poi mi sono infortunato». A proposito di guai fisici, la mezzala sta ancora smaltendo i postumi dell’operazione alla caviglia. «Non sono ancora al top, ma sto bene».
Al contrario di Memushaj, difficilmente Christian Capone partirà dal primo minuto. Il gioiellino dell’Atalanta è uno degli ultimi arrivati, complice l’Europeo under 19 disputato in Finlandia. Ma il baby azzurrino mostra subito intenzioni bellicose: «Vogliamo iniziare con una vittoria a Cremona, è fondamentale partire con il piede giusto». Capone ha voluto fortemente il Pescara. «Con i dirigenti dell’Atalanta ho parlato dopo l’Europeo e abbiamo deciso che non era ancora il momento di stare in prima squadra. A quel punto ho deciso subito di tornare qui».
Tra i club che lo hanno corteggiato c’era il Benevento, una delle corazzate della B. «Avevo altre proposte, ma ho optato per il Pescara perché qui mi sono trovato bene e la società ha fatto tanto per riprendermi. Speriamo di disputare un buon torneo. A livello personale mi piacerebbe segnare almeno dieci gol. So che devo crescere e ho voglia di dimostrare il mio valore anche a chi sperava che non tornassi». In attacco c’è la concorrenza di Antenucci. «Lo conosco dai tempi della Nazionale under 15. Io giocavo e sinistra e lui a destra, la mia presenza non esclude la sua e viceversa».
(g.t.)
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