Mercato, Borsa e Montella Ecco il nuovo Milan cinese

15 Aprile 2017

Li Yonghong si presenta, obiettivi espansione commerciale e un nuovo stadio «Torneremo tra i 5 top club al mondo». Primo scoglio blindare Donnarumma

MILANO. Subito il rinnovo di Donnarumma, un posto in Europa League, un mercato con «un budget importante» concordato con Montella, per tornare prima possibile in Champions. Poi, sul medio periodo, il nuovo Milan di Li Yonghong punta sull'espansione commerciale, la quotazione in Borsa e un nuovo stadio. Questa è in sintesi la road map stilata da Li Yonghong e i suoi manager per provare a raddoppiare il fatturato e «arrivare a piccoli passi fra i primi top 5 al mondo». Dopo l'agognato closing, Li può prendere in mano la creatura calcistica ceduta con dolore da Silvio Berlusconi, che comunque giovedì ad Arcore ha allietato la nuova dirigenza a suon di barzellette. «Berlusconi mi ha detto che quando il Milan avrà bisogno di lui, ci darà il massimo supporto», ha raccontato il nuovo proprietario rossonero, «molto eccitato e agitato per essere diventato il presidente del Milan», nella prima intervista, a Premium Sport, dopo essersi limitato a leggere in sala stampa un messaggio di quattro minuti, concluso con un «Forza Milan» pronunciato discretamente. «Questo club inizia un nuovo capitolo. Abbiamo una grande responsabilità», ha detto Li, sicuro che sotto la guida di Marco Fassone «la gestione del Milan otterrà sempre migliori performance». Intanto, dopo aver aiutato i cinesi negli 8 mesi di trattativa, salvandola col prestito ponte da 303 milioni di euro di Elliott, il nuovo ad ha avuto onore e onere di rispondere a un'ora di domande nella prima conferenza stampa della nuova era (due soli giornalisti cinesi accreditati). Dopo tanti misteri e silenzi (settimana prossima dovrebbe arrivare il curriculum di Li e del braccio destro, David Han Li), Fassone promette che la nuova proprietà «parlerà con i fatti». Il primo banco di prova è il rinnovo di Donnarumma. «Vogliamo risolverlo per fare di Gigio una colonna del futuro», assicura Fassone, consapevole che negoziare con Raiola non sarà semplice. Dopo il portiere la priorità è l'allenatore. «Montella ha totale e pieno appoggio e supporto: nel futuro del Milan c'è lui», spiega, allontanando suggestioni come quella di Mancini. Alla vigilia del derby, la prima visita a Milanello della nuova proprietà non era l'occasione giusta per mettere carne al fuoco. Da martedì, assieme al ds Mirabelli, con Montella condivideranno la costruzione di un Milan «che deve fare paura» con due acquisti «di alto profilo»: il budget «è importante», si cercherà di arrivare a inizio luglio «col 60-70% degli innesti». Giocare l'Europa League è la prima tappa della risalita, per poi tornare nel 2018 in Champions: «Esserci o no, cambia la vita». La seconda è lo sviluppo commerciale in Cina, e Fassone, «abbastanza incredulo» in estate davanti al business plan, ora è convinto dai «progetti finanziari innovativi». Il nuovo patron ha 18 mesi per rimborsare Elliott e non ha ancora sponsor né soci cinesi ma Fassone appare tranquillo. «È follia immaginare una transazione da oltre un miliardo di euro senza indebitamento, che comunque è inferiore a quello di altri club», assicura, senza scartare la quotazione in Borsa e indicando una fonte di ricavi sul medio periodo, lo stadio: «Così i top club raddoppiano il fatturato in un anno». Più a breve termine, Fassone presenterà il piano triennale alla Uefa, riaprirà il dossier “bandiera”, congelato dopo il brusco “no” di Maldini, e valuterà nuovi inserimenti (si parla dell'ex team manager dell'Inter, Romeo). Intanto si appresta al debutto nel derby (oggi, alle 12.30, record d’incasso per la serie A di oltre 4 milioni), guarda caso l'ultima partita vissuta da dirigente dell'Inter nel 2015. Dalle prossime gare, al suo fianco a San Siro avrà Barbara Berlusconi, che resterà alla guida di Fondazione. «Ci teneva a mantenere una relazione anche formale con la vecchia proprietà», racconta Fassone, convinto che Berlusconi abbia percepito di aver trasferito la sua creatura calcistica «in buone mani».

Paolo Cappelleri