«Meritocratico e pignolo, ecco chi è il vero Bepi»

24 Luglio 2018

Albino Pillon, fratello e storico vice del tecnico biancazzurro: «È un mix tra Mazzone e Conte»

PESCARA. «Bepi? Ha il fuoco dentro, è carico come una molla ed è uno che vive per il suo lavoro. A chi assomiglia? Durante le partite si trasforma ed è un mix tra Conte e Mazzone». Albino, 55 anni, conosciuto nel calcio come “il fratello di Pillon”, è stato per anni l’uomo ombra del tecnico del Pescara. «Potevo fare il suo vice anche in Abruzzo, ma alla fine sono rimasto a Treviso, dove alleno la squadra Juniores. Io e Bepi siamo molto legati», racconta il fratello minore del tecnico biancazzurro. «Mi auguro che torni ad allenare in A e spero che lo faccia con il Pescara. Giuseppe è un gran lavoratore ed è uno che vive per il calcio, sotto tutti gli aspetti. Non si ferma alla partita e agli allenamenti. La sua giornata è tutta rivolta alla squadra».
Pillon ha due obiettivi: i play off e la valorizzazione dei giovani. «Secondo me, può centrare entrambe le cose. A Treviso è stato bravo a lanciare Barreto e Reginaldo, come ha fatto anche con Bonucci», e come vorrebbe fare adesso con Gravillon. «Lo so, ne abbiamo parlato. Gravillon può crescere tanto e Bepi punta tanto su di lui», dice parlando del difensore della Guadalupa. «Ricordo Bonucci a Treviso o Barzagli alla Pistoiese. Mio fratello è riuscito a tirare il meglio da loro, che erano agli inizi delle rispettive carriere. Anche Elizalde è un altro giocatore che ha grandi potenzialità e sul quale punterà parecchio». E continua: «Vedo mio fratello motivato e spero possa fare bene con il Pescara. La squadra è buona, anche se manca qualcosina in attacco, ma sono certo che arriverà un’altra punta. A me sarebbe piaciuto vedere Caracciolo (ora alla Feralpi, in serie C ndr) in biancazzurro perché ha le caratteristiche adatte al 4-3-3 del Pescara. Ho saputo che il Delfino sta valutando Scamacca del Sassuolo. Lui è un altro attaccante ideale per il gioco di Bepi, come lo stesso Nenè». Albino, poi, descrive il fratello maggiore nel lavoro quotidiano: «È bravissimo a motivare la squadra e ha un pregio: la meritocrazia. Per lui non ci sono titolari inamovibili, ma tutti devono guadagnarsi il posto in base al lavoro settimanale».
Dunque, il lavoro e la voglia di emergere sono fondamentali per il tecnico del Pescara. «Non è un raccomandato, non è mai stato legato ad alcun procuratore e si è sempre guadagnato tutto sul campo. La sua carriera poteva cambiare dopo l’anno al Chievo, dopo la partecipazione ai preliminari Champions». Ed ecco che salta fuori un particolare che poteva cambiargli la carriera. «È stato vicinissimo alla Lazio», nella stagione 2006-2007, «poi Delio Rossi rimase a Roma e non se ne fece più nulla». Albino riempie di elogi Bepi, ma tira fuori anche qualche difetto. «Era troppo legato al 4-4-2, ma con il tempo ha cambiato il suo modo di impostare le squadre. Ora non è più schiavo di quel sistema di gioco, anche se è pignolo nel lavoro tattico. Non vorrei essere al posto di alcuni suoi calciatori, specie quelli giovani (ride, ndr)».
(l.d.m.)
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