MESE DELLA VERITÀ: IL TECNICO CAMBIA LO SPARTITO
Eccoci al mese della verità, quel dicembre tanto atteso perché foriero di impegni alla portata e preludio per il mercato di gennaio. Eccoci al primo dei quattro appuntamenti che possono cambiare il...
Eccoci al mese della verità, quel dicembre tanto atteso perché foriero di impegni alla portata e preludio per il mercato di gennaio. Eccoci al primo dei quattro appuntamenti che possono cambiare il trend di una stagione, fin qui disastrosa. C’è attesa e tensione, forse troppa. A tal punto che Massimo Oddo per la prima volta parla un linguaggio per tanti mesi ripudiato. Ovvero: «Non mi interessa la prestazione, voglio i punti». Oppure: «Voglio undici cani in campo». Parole che non appartengono al vocabolario del tecnico, amante del gioco attraverso il quale arrivare al risultato, ma che rendono l’idea dell’importanza della posta in palio. D’altronde dopo sei sconfitte di fila in campionato, il peggior Pescara di sempre in serie A può avere come unico obiettivo la vittoria. Sarebbe la prima di una stagione caratterizzata da errori e infortuni. Da topiche clamorose e sfortuna. Nulla è perso, per carità. Ha ragione Oddo quando parla di un mini-torneo a quattro in cui una sola formazione riuscirà a tagliare il traguardo della salvezza. Ma adesso occorre pigiare il piede sull’acceleratore. Sono volate parole grosse in questi giorni carichi di tensione. Oddo a Bergamo (mercoledì in coppa) ha detto di essersi vergognato, il presidente Sebastiani è arrabbiato. I tifosi lo sono ancora di più. E oggi c’è la possibilità di dare un calcio alla crisi. Per riuscirci la squadra dovrà giocare con la testa e far tesoro dell’esperienza dell’umiliante 0-4 rimediato in casa contro l’Empoli. Questione di attributi. La salvezza è adesso: alla squadra, che non è adeguata alla serie A, viene chiesta una prova d’orgoglio in attesa di tempi migliori. In attesa dei rinforzi, a gennaio, dai quali non si può prescindere per sperare di restare in A.
@roccocoletti1
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