Messi-Barcellona: è scontro aperto
L’argentino apre al taglio ma solo per tutelare i dipendenti del club
BARCELLONA . Lionel Messi diventa «Il Che del Barça», almeno per il quotidiano francese L'Equipe che ieri celebrava l'argentino presentandolo sull'intera prima pagina come il Che Guevara dopo la decisione presa con i compagni di squadra di tagliarsi gli stipendi, sì, ma con lo scopo di pagare i dipendenti. Una decisione, quella dei giocatori accompagnata comunque da una polemica con la dirigenza blaugrana con Messi nelle vesti di capitano e sindacalista a ribadire che la decisione di accettare i tagli era stata presa subito, polemizzando dunque con la comunicazione del club che invece aveva lasciato passare il messaggio dei calciatori egoisti e capricciosi. Non solo. La rinuncia dei giocatori della prima squadra del Barcellona a 14 milioni al mese per il periodo di blocco della Liga, non basta a scongiurare l'Erta, una sorta di cassa integrazione secondo le leggi spagnole, per i dipendenti del club catalano. Lo ha spiegato il presidente blaugrana, Bartomeu, con una risposta alla dura presa di posizione di Leo Messi. «Dal calcio arriveranno 14 milioni di risparmio ogni mese, e dalle altre discipline 2, per un totale di 16», ha detto Bartomeu. «È il 5,7% dei nostri costi attuali, e non basterà a pagare gli stipendi a tutti i nostri dipendenti». Lo tsunami finanziario in arrivo sul calcio avrà conseguenze anche interpersonali, oltre che sui conti correnti dei paperoni del calcio, arriva poi la storia di Nouri, dall'Olanda. L l'Ajax avrebbe deciso di “tagliare”dalla sua rosa il 22enne talento, uscito dal coma alcuni giorni fa dopo quasi tre anni. Il club olandese ha deciso di disdire il tacito accordo per il rinnovo del centrocampista, in scadenza il 30 giugno.

