Messi Pallone d’Oro, nessuno come lui

3 Dicembre 2019

A 32 anni vince davanti a Van Dijk e CR7: «Non smetto mai di sognare». De Ligt miglior under 21, Alisson il portiere più votato

PARIGI. Sul tetto del mondo, più solo che mai: Lionel Messi, a 32 anni, è arrivato dove molto difficilmente qualcuno potrà raggiungerlo, 6 volte Pallone d'oro. Irraggiungibile ormai anche per Cristiano Ronaldo, 34 anni, che lo ha vinto 5 volte e ieri sera è arrivato terzo, preferendo poi non assistere alla cerimonia di Parigi che ha consacrato il suo rivale di sempre.
In smoking, accompagnato dalla moglie Antonella e dai 3 figli, ma anche dai compagni di squadra, Messi ha ricordato la sera di 10 anni fa, «quando venni a Parigi per il mio primo Pallone d'oro. Tutto il resto era impensabile», ha detto, invitando tutti a «non smettere mai di sognare», a «lavorare e migliorarsi». Poi si è fatto serio: «Ho ancora qualche anno, poi dovrò abbandonare il calcio e sarà difficile, il tempo passa velocemente».
Non era andata così, però, negli ultimi quattro anni, per Leo Messi, un periodo durante il quale non era più salito sul gradino più alto del podio del Pallone d'oro e che deve essergli sembrato interminabile. Dopo quel 2015 in cui aveva trionfato per la quinta volta, era stato Cristiano Ronaldo a portare a casa il trofeo per due anni di seguito, poi era toccato a Luka Modric interrompere il duopolio. E proprio l'anno scorso era stata l'edizione peggiore dal 2006 per la «Pulce», che era arrivato soltanto quinto.
Quest'anno, il Barcellona è stato quasi soltanto Messi e il suo piede sinistro: miglior cannoniere europeo con 36 reti pur fermandosi alle semifinali in Champions. Ha vinto la Liga e si è aggiudicato qualche settimana fa il premio Fifa The Best per il miglior giocatore. Mercoledì scorso ha toccato quota 700 partite giocate con i colori del Barça e ieri ha messo in fila dietro di lui - anche per l'effetto della dispersione dei voti dei 180 giornalisti giurati - i giovani irrefrenabili del Liverpool, trionfatori in Champions; Van Dijk, Mané, Mohamed Salah e il portiere Alisson, vincitore anche della prima edizione del premio Jascin. Se CR7 ha preferito il Gran Gala del calcio a Milano, il palcoscenico del teatro Chatelet a Parigi è stato pieno di stelle mondiali ed ex campioni, a cominciare dal padrone di casa, Didier Drogba, presentatore dello show. Con lui, tutti i giocatori del Liverpool e del Barcellona, oltre a Mbappé, che ha consegnato all'olandese della Juventus, Matthijs de Ligt, il premio come miglior calciatore under 21, che l'anno scorso era andato a lui. È stato l'unico pezzetto di campionato di serie A presente alla serata, dal momento che nessun italiano era fra i primi trenta.
Premiata a distanza, con ringraziamenti registrati dagli Usa, Megan Rapinoe, centravanti degli Stati Uniti campioni del mondo e capocannoniere dei mondiali in Francia.
Tullio Giannotti