Messi-show, Juve al buio I bianconeri durano poco

Il Barcellona passa al 45’ e poi dilaga nel secondo tempo
BARCELLONA. Comincia malissimo la Champions della Juventus: 3-0 per il Barcellona al Camp Nou con un recital di Messi, in forma strepitosa, sotto gli occhi di chi vorrebbe succedergli al top del calcio mondiale, il connazionale Dybala. La “Pulce” segna una doppietta, propizia il gol del 2-0 e prende un palo per questione di millimetri. Un riscatto pieno dopo essere rimasto a secco nelle due partite della primavera scorsa, i quarti di finale che avevano lanciato la Juventus verso Cardiff, 3-0 allo 'Stadium' e 0-0 a Barcellona. Gli alibi non mancano ad Allegri, che deve rinunciare per un motivo o l'altro a Chiellini, Howedes, Cuadrado, Mandzukic e Marchisio, Khedira. Ma non può preoccupare l'andamento della partita, in stile finale di Cardiff.
Un bel primo tempo, chiuso però prendendo gol proprio all'ultimo minuto, un secondo tempo da fantasmi, senza più idee e, soprattutto incapacità di reagire. C'è il solito pienone al Camp Nou, il consueto calore del pubblico blaugrana in una Barcellona inquieta per il referendum e per un nuovo allarme terrorismo, risultato poi falso. Un furgone sospetto aveva fatto scattare l'emergenza, nella zona della Sagrada Familia, con evacuazione della metropolitana, aumentando le misure di sicurezza già rigide nel pomeriggio, attorno allo stadio e in tutta la città. In campo, da subito il Barcellona dimostra di potere ripartire, con la novità Valverde in panchina e i nuovi arrivi Semedo, Dembelè e Paulinho che promettono una rinfrescata al gioco, cercando di dimenticare l'addio di Neymar. Allegri mescola le carte e ritaglia l’albero di Natale, 4-3-2-1 con De Sciglio e Alex Sandro esterni in difesa, Barzagli e Benatia centrali, Matuidi, Pjanic e Bentancur a centrocampo, Douglas Costa e Dybala dietro Higuain; Valverde conferma Dembelè sulla destra del fronte d'attacco. Tutti si aspettano il duello tra Messi e il suo aspirante erede Dybala, invece sono Pjanic e Iniesta i primattori, da applausi per senso tattico e tecnica. La Juventus sembra destinata a proseguire la sua serie vincente contro il Barca: De Sciglio scarica un sinistro (6') che sfiora il palo, con Ter Stegen in volo, c'è un contropiede di Dybala (9'), sinistro ben controllato da portiere del Barcellona, parata in due tempi di Ter Stegen su Pjanic. Scorrono 20' prima che il Barcellona arrivi al tiro, con Suarez che scarica dopo la punizione di Messi respinta dalla barriera: Buffon schiaffeggia in angolo. De Sciglio zoppica e deve uscire, sostituito da Sturaro, è il primo guaio per la Juventus: sale in cattedra Messi, duetto con Suarez e sinistro imparabile: 1-0 allo scadere, è una botta psicologica. La Juventus non si riprende dallo svantaggio: il centrocampo bianconero paga dazio, Dybala, Higuain e Douglas Costa non pungono, la difesa si sgretola nel secondo tempo. Iniesta e Messi fanno quello che vogliono, la “Pulce” dopo il palo, scardina a destra, complice la resa di Alex Sandro, e propizia il raddoppio di Rakitic a porta vuota su ribattuta di Benatia dopo soli 11'. Poi Iniesta imbecca Messi per il tris, prima di uscire tra gli applausi scroscianti del Camp Nou.
Arturo Spadone

