Messi, tutto o niente in 90’

26 Giugno 2018

L’Argentina deve battere la Nigeria e dare un’occhiata alla differenza reti

SAN PIETROBURGO. «Da domani sarà tutta un'altra storia». Se sia una previsione o un auspicio, da parte del ct dell'Argentina Jorge Sampaoli, lo si capirà soltanto tra qualche ora. Intanto la vigilia della sfida a San Pietroburgo contro la Nigeria (ore 20 diretta Italia 1) lascia trasparire una certa agitazione, nonostante le dichiarazioni di facciata, in casa Albiceleste e un ottimismo al limite della tracotanza da parte delle Super Aquile africane. Basta sentire ciò che dice il difensore Bryan Idowu: «Mi auguro che sia l'ultima partita di Messi in un Mondiale», mentre vola un po’ più basso il suo ct Gernot Rohr: «I miei hanno fame, avverto ottimismo e dico che vedrete una Nigeria molto combattiva perché quella contro l'Argentina sarà una battaglia». Da affrontare con la mentre sgombra perché «sono loro», precisa Rohr, «a dover vincere. A noi potrebbe anche bastare un pari». Proprio l'obbligo dei tre punti ad ogni costo è l'handicap principale per Sampaoli, pur convinto che «domani (oggi, ndc) sarà un'altra data importante per il calcio argentino, perché ci qualificheremo: abbiamo i mezzi per farcela e credo sia logico affidarsi a gente d'esperienza». Ma l'ambiente non è tranquillo «perché siamo reduci da una sconfitta dura, che ci ha messi nelle condizioni di dover vincere e anche dipendere da un altro risultato». Infatti in caso di eventuale successo degli islandesi sulla Croazia (che farà un ampio turnover ma non sembra disposta a fare concessioni) bisognerà tener conto del punteggio di questa partita. E non è tutto, visto che anche in caso di passaggio agli ottavi l'Argentina rischia di trovare la Francia. Ma adesso conta solo battere la Nigeria, una situazione, quella dell'obbligo dei tre punti, in cui l'Argentina si è già trovata nel turno finale delle qualificazioni sudamericane: quel giorno, contro l'Ecuador, Lionel Messi tirò fuori dal suo cilindro una prestazione di quelle che fanno impazzire la gente di fede blaugrana, segnò tre reti e staccò il biglietto per la Russia. Ora invece la Pulce starebbe facendo la formazione, visto che i rumors in tinta Albiceleste spiegano che il n.10, Mascherano e gli altri della vecchia guardia, insomma il gruppo chiamato 'Los Amigos', avrebbero imposto a Sampaoli di tornare alla difesa a quattro, con tre uomini a centrocampo (Perez, Mascherano e Banega) e i rientranti Di Maria e Higuain in avanti a far trio con Messi. In porta a scegliere, assecondando la volontà popolare (quasi un plebiscito sui social), è stato Sampaoli, presentatosi in conferenza stampa assieme a Franco Armani. È il numero uno del River, in passato è stato l'idolo dei tifosi dell'Atletico Nacional di Medellin, con cui ha vinto la Libertadores, e l'unico dubbio che lo riguarda è perché non sia stato titolare dall'inizio.
LE FORMAZIONI
NIGERIA (4-3-3): Uzoho; Shehu, Trost Ekong, Balogun, Idowu; Ndidi, Obi Mikel, Etebo; Moses, Musa, Iwobi. Allenatore: Yusuf.
ARGENTINA (4-3-3): Armani; Mercado, Otamendi, Rojo, Tagliafico; Enzo Pérez, Mascherano, Banega; Messi, Higuain, Di Maria. Allenatore: Sampaoli.
Arbitro: Cakir (Turchia).