METAMORFOSI PER FABIO IDOLO DI ROMA

14 Maggio 2015

I quasi cinquemila spettatori che all’ora del tramonto hanno assiepato il Pietrangeli, di gran lunga il più affascinante stadio tennistico del mondo, hanno assistito a una metamorfosi: Fabio Fognini...

I quasi cinquemila spettatori che all’ora del tramonto hanno assiepato il Pietrangeli, di gran lunga il più affascinante stadio tennistico del mondo, hanno assistito a una metamorfosi: Fabio Fognini è da ieri un’altra persona. Potremmo definirlo “Fabio Fognini 2.0”. Come tutte le metamorfosi fenotipicamente non accertabili, a fare la differenza sono i comportamenti: nel bellissimo match con il numero 11 al mondo Grigor Dimitrov, il ragazzo di Arma di Taggia non ha litigato con il pubblico né spezzato il piatto corde. Non ha insultato un guardalinee e neppure mandato a quel paese il suo angolo. Sulle poche palle contestate si è limitato a seguire con gli occhi il giudice. Piuttosto, con gesti e urla ha chiesto - implorato - e ottenuto il sostegno della tifoseria: «Ci tenevo molto. Finalmente a Roma mi sento bene, mi mancava questo feeling con l’ambiente, volevo che tutti vedessero questo Fabio così diverso da quello degli anni scorsi». Il ricordo del grande freddo romano del 2014, quando all’esordio perse malamente contro il ceco Rosol, gli pesava davvero tanto: l’aveva rivelato in conferenza stampa domenica.

Fognini 2.0 è sbocciato poco per volta, probabilmente grazie al lavoro con uno psicologo. Per saperne di più bisognerebbe parlasse Flavia Pennetta - ieri in campo a sostenere il fidanzato - che però, come lui, è tenuta al silenzio. Qualcosa di nuovo si era già visto a Monte Carlo, ma a questo punto la trasformazione si può dire conclusa. Vedremo se durerà.

Oggi Fognini 2.0 giocherà l’ottavo di finale contro il numero 5 Atp Tomas Berdych, che martedì ha sconfitto Matteo Donati. Su sua richiesta, il match sarà di nuovo sul Pietrangeli, così da non perdere il sostegno della folla romana che adesso lo adora. Come adorerebbe Sara Errani, la sua pari grado femminile (entrambi sono numeri 1 d’Italia), se avesse vinto. La romagnola invece non ha trovato il modo di contrastare l’emergente americana McHale, 23 anni, 65 Wta. Peccato, rivederli lottare entrambi sarebbe stato un bel regalo agli Internazionali.

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