Miccichè da record: «Non mi fermo qui»

Eccellenza, la punta del Lanciano sale a 21 gol. Coppa, domani gioca la Torrese
LANCIANO. L'inopinata battuta d'arresto della capolista Castelnuovo, superata in casa dal Penne, ha ridotto il vantaggio dei neroverdi sul Lanciano, portandolo da dodici agli attuali nove. Comunque tanti, a sole sei gare dal termine ed in assenza di sfide dirette. Ecco perché il ko in questione, al di là dei riferimenti statistici, avendo interrotto un'imbattibilità che durava dal 29 settembre scorso, non ha suscitato grosse sussulti: né in casa teramana, né tra i frentani. Galvanizzati, semmai, dalla decisiva doppietta messa a segno dal loro centravanti Stefano Miccichè che, con 21 reti all'attivo, ha migliorato il suo score personale di marcature. «Un record», sottolinea il bomber rossonero, «che mi rende felice e che desidero condividere con tutto il gruppo, a cominciare da chi, per l'occasione, mi ha messo domenica in condizione di raggiungere quota 21, ovvero Rodia e Minchillo. Del resto, senza l'assistenza della squadra sarebbe stato difficile per chiunque segnare così tanto, per cui i miei non sono ringraziamenti di facciata, ma doverosi e sinceri». Due gol fondamentali per la conquista dell'intera posta in palio: «Che era la nostra priorità assoluta, in una particolare fase della stagione nella quale il risultato conta più del gioco. Reso peraltro difficile, domenica scorsa, sia dalle condizioni del campo, che dal forte vento». Dimenticate quindi le due panchine di fila? «Certamente, anche perché in entrambe le occasioni in cui sono rimasto fuori, non ho fatto alcuna polemica, accettando le decisioni prese da mister e società. Del resto, avevo assunto l'impegno di continuare a lavorare sodo, come ho sempre fatto, in modo da farmi trovare pronto all'occorrenza, e così è stato. Mi godo questa bella domenica, sperando ce ne siano altre, da qui alla fine, e pensando già alla difficilissima trasferta in programma domenica sul campo della Rc Angolana. Ovvero di una delle squadre più in forma del momento, stando ai risultati di recente conseguiti. Saranno di sicuro galvanizzati, ma anche noi siamo super motivati e più che mai decisi a dar seguito alla buona prova offerta contro la Flacco Porto». Un pensierino al titolo di capocannoniere, che tra l'altro sarebbe il primo in carriera? «Come ho già più volte detto, ai titoli personali ho sempre anteposto quelli di squadra. È successo in passato e, più di recente a Chieti (dove, proprio l'anno scorso, vinse il campionato di Eccellenza, assieme ai suoi attuali compagni in rossonero Rodia e Marfisi, ndc), e vale anche adesso, fermo restando che se, alla fine della stagione, dovessi risultare il marcatore più prolifico, ne sarei estremamente felice ed orgoglioso».
Ben altra atmosfera si respira in casa del Paterno, la cui retrocessione, da tempo scontata, ha ora anche il conforto della matematica, con sei turni di anticipo. Nessun dramma per carità, visto anche il profilo del suo presidente Angelo Di Gregorio, mai sopra le righe. Resta però il rammarico di vedere scendere di categoria un club che, in precedenza, aveva fatto parlare di sé per ben altri motivi, sfiorando più volte la serie D ed arrivando a totalizzare, tra il 2014 ed il 2018, la bellezza di 265 punti, frutto di due secondi posti (70+73) ed altrettanti terzi posti (62+60). L'ultima annotazione riguarda infine la Torrese, che domani alle 14.30 sarà impegnata sul campo del Tre Pini Matese, nel ritorno (andata 2-0 per i teramani) degli ottavi di finale della coppa Italia.
Stefano De Cristofaro
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