Micciola: Notaresco in corsa Vasto? Un giorno tornerò

9 Marzo 2020

Il ds della capolista Matelica: «Per la C è lotta a 4, ci sono anche i rossoblù»

PESCARA. C’è un pezzo d’Abruzzo nella capolista Matelica. È il direttore sportivo Francesco Micciola, 51 anni, nato a Foggia ma trapiantato a Giulianova dove vive con la sua famiglia. A otto giornate dalla fine, i biancorossi sono primi a +3 sul Campobasso e sul Notaresco e a +7 sulla Recanatese dopo 15 risultati utili consecutivi. L’ex ds di San Nicolò e Vastese fa le carte al campionato in vista della volata promozione e salvezza. Campionato che resterà fermo fino a domenica prossima (compresa) per l’emergenza coronavirus. Si dovrebbe tornare in campo il 22 marzo.
Micciola, è d’accordo sulla sospensione della D?
«Sì, ma vanno sospesi tutti i campionati, anche quelli professionistici. Questa è un’emergenza nazionale».
Voi come vi state muovendo?
«Ci stiamo allenando a porte chiuse. Abbiamo sanificato gli ambienti e diviso i giocatori in spogliatoi diversi. Ognuno di loro ha le borracce personalizzate. Il medico della squadra ha dato indicazioni ai ragazzi su come prevenire il contagio. Ci vuole massima attenzione».
Si ripartirà con il Matelica capolista. Eppure, alla fine del girone d’andata eravate a -9 dalla vetta. Com’è nata la rimonta?
«Partita dopo partita, grazie al lavoro dei ragazzi e di mister Colavitto. Abbiamo sempre pensato a noi stessi, senza guardare chi stava davanti».
Alla 5ª giornata, dopo aver vinto 4-0 con il Chieti, avete cambiato allenatore. Via Battistini, dentro Colavitto. Perché?
«Venivamo dalla vittoria col Chieti sì, ma anche dall’eliminazione in coppa. Ho voluto Gianluca Colavitto perché per me è il numero uno. È un grande professionista che merita altre categorie. Per mentalità e idee di gioco lo paragono a Sarri e Marco Giampaolo».
Come si spiega il calo del Notaresco nel girone di ritorno?
«I periodi negativi capitano a tutti. Faccio i complimenti al Notaresco perché sta facendo un grande campionato, oltre ogni aspettativa».
Col presidente del Notaresco Salvatore Di Giovanni in che rapporti è rimasto?
«Buoni, anche se lo scorso anno, quando giocammo a Notaresco, ci fu uno screzio forse dovuto al nervosismo. Del San Nicolò, comunque, conservo ottimi ricordi. Abbiamo vinto l’Eccellenza e raggiunto due volte i play off».
Chi teme di più per la vittoria del campionato?
«Non c’è una favorita. Sarà una corsa a quattro con Notaresco, Campobasso e Recanatese. Il nostro calendario, sulla carta, è il più difficile. Ci aspettano otto finali».
Tra le abruzzesi, qual è la squadra che l’ha delusa?
«Il Chieti ha giocatori importanti, mi aspettavo di più. Per me può ancora raggiungere la salvezza. Dal Cattolica in giù rischiano tutte: sarà una bella lotta e spero che Chieti, Giulianova e Avezzano si salvino».
A Chieti c’è un attaccante, Michael Traini, che lei conosce bene ma che sta facendo molta fatica.
«Con me a San Nicolò fece 13 gol. Deve sentire la fiducia e deve stare bene fisicamente».
Come giudica il cammino della Vastese?
«Con Silva ha cambiato marcia. Conosco il mister perché mi ha allenato a Sant’Anastasia. Sa mettere le squadre in campo e sa gestire bene le situazioni più difficili».
Lei a Vasto ha lasciato il cuore.
«È una piazza che può fare molto di più. Un giorno mi piacerebbe tornare. Ho letto che il presidente Bolami potrebbe lasciare. Gli dico di andare avanti perché è un trascinatore e può fare tanto».
Sorpreso dall’esonero di Epifani a Pineto dopo sei giornate?
«Ho lavorato quattro anni a San Nicolò con Massimo e conosco le sue qualità. Non me l’aspettavo, ma il calcio è così».
Che impatto ha avuto Del Grosso sulla panchina del Giulianova?
«Buono, gli faccio i complimenti perché se la sta cavando bene. Nessuno è profeta in patria ma lui sta facendo un buon lavoro in una piazza difficile».
Che campionato è questo?
«Difficile ed equilibrato. Puoi vincere e perdere contro chiunque».
Qual è la squadra che l’ha impressionata di più?
«Il Fiuggi, ma anche il Campobasso».
Chi sono i giocatori rivelazione?
«Diakitè, Nasic, Cancelli del Notaresco, Cogliati e Minnozzi».
Quanto incide il ds in D?
«Tanto, è un ruolo delicato ma la nostra è una categoria bistrattata perché ci sono procuratori che parlano direttamente con i presidenti e scavalcano i ds. Ci sono presidenti che permettono questa cosa. A Matelica, per fortuna, non succede.
Chi è il suo maestro?
«Peppino Pavone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA