Micolucci: che peccato, era la mia partita!
Il doppio ex (coinvolto nel calcio scommesse) a ruota libera
PESCARA. Dopo la bufera è ripartito dai dilettanti. Ora cerca gloria in Eccellenza, a Civitanova Marche, dove è arrivato a dicembre dal San Nicolò. Si diverte ancora, anche se tra i dilettanti, come un vero professionista. Alla soglia dei 33 anni, ha tuttora tanta voglia di annusare l’odore del manto erboso. Giuliese doc, con un passato tra Pescara e Ascoli, quella di domani è la sua partita. «Cosa darei per essere in campo?». Vittorio Micolucci si morde le mani. Il difensore, messo ko quasi 5 anni fa dall’inchiesta sul calcio scommesse di Cremona, cambia tono di voce quando gli viene ricordato che domani c’è Pescara-Ascoli. «Era la mia partita», osserva il doppio ex della sfida in programma all’Adriatico.
Micolucci, c’è Pescara-Ascoli.
«Ripeto, è la mia partita. Mi dispiace non poter giocare più queste gare, come mi dispiace per quello che ho fatto in precedenza. Mi sento in difficoltà, ma una cosa vorrei dirla».
Certo, dica.
«Sono stato squalificato, d’accordo, ma non ho mai giocato contro la mia squadra, in questo caso l’Ascoli, anche se nessuno mi crede. Ho fatto il furbo, però non ho mai giocato contro».
La sua vita è cambiata, che cosa fa adesso?
«Ora sono della Civitanovese, in Eccellenza marchigiana. Siamo primi in classifica e possiamo vincere il campionato».
Vive ancora ad Ascoli?
«Sì, la mia famiglia è ancora lì. Vivo ad Ascoli, ma esco pochissimo. La mia presenza non è gradita. In passato, dopo il caos legato al calcioscommesse, sono stato anche vittima di un agguato. Mi sento in difficoltà e mi dispiace per quello che è successo».
Degli anni a Pescara che ricordi ha?
«Bellissimi. Il Pescara è il club che mi ha lanciato nel calcio professionistico. Ho passato tre anni stupendi. Diciamo che è la piazza alla quale sono più legato. Sono di Giulianova e lì trovai una colonia giuliese con Andrea e Ivo Iaconi, oltre a Nando Ruffini. Pescara era una grande famiglia».
E dell’Ascoli che cosa dice?
«Quattro anni intensi. Ho dato tanto per quella maglia, ma tutto è stato macchiato da un mio errore nei confronti della società e di tutta la città. Con i bianconeri è stata una bellissima esperienza e domani mi sarebbe piaciuto giocare contro il Pescara».
Sente qualcuno dei suoi vecchi compagni di squadra?
«No, ma non per mia scelta. Ho regalato una grossa delusione a tutti».
Scendiamo in campo. Che si sente di dire sulla squadra biancazzura?
«Sta facendo un campionato eccezionale. La squadra è forte e c’è un tecnico preparato come Massimo Oddo. Secondo me se il Crotone rallenta, il Pescara può tranquillamente acciuffare il secondo posto. I biancazzurri, insieme al Crotone, giocano il calcio più bello della serie B».
Quali giocatori le piacciono di più?
«Lapadula e Mandragora. Il primo mi fa pensare un po’ a Zaza. E’ un bomber devastante e lo sta dimostrando. Lapadula è l’incubo di tutti i difensori della B. Mandragora è un fenomeno. E’ giovanissimo, ma ha una personalità impressionate e dei colpi fantastici».
E la squadra di Mangia?
«A me piace, calcolando anche l’arrivo della nuova proprietà, nel giro di qualche anno l’Ascoli sarà in serie A».
Il ricordo del suo ultimo derby all’Adriatico?
«Novembre 2010, giocammo in notturna e vincemmo 2-1. In panchina c’era Castori e facemmo una grande partita».
Domani che partita sarà e, soprattutto, che risultato si aspetta?
«Per il Pescara è una partita pericolosa. I biancazzurri sono certo che faranno una gara d’attacco, ma dovranno fare molta attenzione alle ripartenze dell’Ascoli. Con l’arrivo di Mangia l’atteggiamento è cambiato e il Pescara dovrà fare attenzione alle giocate di Cacia, ma anche a quelle di Giorgi».
Pronostico?
«Vincerà la squadra che giocherà meglio e spero che sia una bella partita, anche se l’assenza dei tifosi ascolani è un vero peccato».
In futuro che cosa farà?
«Vorrei giocare ancora per qualche anno, poi proverò a fare l’allenatore».
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