Miglianico Tour, si punta al record

Il patron Mincone spera di superare quota 1.054 di iscrizioni
MIGLIANICO. Domenica 14 Agosto si corre la 46ª edizione della Miglianico Tour, memorial “Enzo Rimano”. La manifestazione teatina è diventata la gara podistica internazionale più longeva d’Italia, perché senza interruzione si corre dall’8 settembre del 1971.
Un meritato record che va ascritto agli infaticabili organizzatori, con in testa l’ideatore e patron della competizione, Nicola Mincone, e il suo prezioso staff. Anche questa edizione 2016 si correrà sempre sul tradizionale circuito, che verrà chiuso al traffico delle auto, di 9 chilometri, da ripetere due volte, con partenza alle 20,30.
Quindi ancora una volta la Miglianico Tour rispetta la tradizione della partenza in notturna, tra orti, frutteti e vigneti della Valle del Miglio, che per l’occasione sarà illuminata da falò, che renderanno ancora più suggestivo il percorso. Sicuramente, oltre alla longevità della manifestazione, un altro record è quello che vorrà rinnovare il miglianichese Giacomo Ferraioli (61 anni), sempre presente alla gara podistica da quel felice 8 settembre di 46 anni fa.
Ci sarà anche il meno giovane dei partecipanti, quel Domenico Memoria, classe 1932, da Popoli, che lo scorso anno ha completato brillantemente il percorso di 18 chilometri.
Sul fronte agonistico, il record della Miglianico Tour resta quello stabilito 10 anni fa dal keniota Philip Sanga, che portò il primato a 51’11’’, di 8 secondi inferiore a quello che aveva stabilito in precedenza Salvatore Bettiol, record realizzato nel 1990.
Certamente quello che sta più a cuore ai dirigenti dell’Asd Amici dello Sport di Miglianico, e che sta a cuore al patron Nicola Mincone, è di superare il numero 1.054 partecipanti, che è stato raggiunto nell’edizione dello scorso anno. E così si vedrà domenica chi succederà, nell’albo d’oro della manifestazione, ai vincitori della edizione passata: Carmine Buccilli, tra gli uomini, che ha corso in 57’47’’; e Eunice Chebet, tra le donne, in 1h11’18’’.
Mario Flacco
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