Milan attende il verdetto Uefa: «Trattateci come gli altri»

20 Giugno 2018

MILANO. Il Milan si è difeso, elencando i motivi per cui riterrebbe ingiusta l'esclusione dalle coppe europee e chiedendo pari trattamento rispetto agli altri casi nell'era del Fair Play finanziario....

MILANO. Il Milan si è difeso, elencando i motivi per cui riterrebbe ingiusta l'esclusione dalle coppe europee e chiedendo pari trattamento rispetto agli altri casi nell'era del Fair Play finanziario. Non filtra però particolare ottimismo dopo le due ore di udienza ieri a Nyon davanti alla Camera giudicante della Uefa che, probabilmente entro il fine settimana, deciderà se colpire il club con la sanzione estreme, come chiede l'accusa, ossia la Camera giudicante, oppure applicare pene meno dure. Soprattutto nel primo caso, sarebbe scontato il ricorso da parte del Milan al Tas di Losanna. E in fase di appello il club spera di poter contare su un nuovo socio, che permetterebbe a Li Yonghong di estinguere il debito da 303 milioni di euro con Elliott in scadenza a ottobre, l'elemento di incertezza che ha spinto la Camera investigativa a bocciare due volte nei mesi scorsi il settlement agreement. I tempi sono stretti, forse troppo. Il cinese avrebbe più tavoli aperti, ma ancora nulla è diventato concreto. Le trattative sono «in fase avanzata, si spera di chiudere entro metà luglio», ha detto l'ad Marco Fassone. Intanto la carta del nuovo socio non è stata usata davanti alla Camera giudicante, nell'udienza in contraddittorio con quella investigativa. Il Milan nella sua difesa è entrato nel merito dei numeri, della gestione corrente e della continuità aziendale che - è stato sottolineato dal fronte rossonero - è garantita da Elliott. «Chiediamo che il club sia valutato in coerenza con le decine di decisioni prese negli anni del financial fair play. Abbiamo un pò la sensazione che il fatto di rimandare il nostro caso alla Camera giudicante sia differente rispetto a come sono stati trattati altri casi», ha puntualizzato Fassone.