Milan e Juve tornano a sorridere

3 Novembre 2024

Leao ancora in panchina: a Monza decide Reijnders, ai bianconeri basta un tempo per espugnare Udine 

Il Milan soffre in avvio ma espugna il campo del Monza per 1-0, conquistando il primo successo in campionato lontano da San Siro. Tijjani Reijnders si tuffa di testa su un tiro Morata deviato da Izzo e la mette in porta. Succede a due minuti dalla fine del primo tempo ed è l'episodio chiave di Monza-Milan, partita con cento occasioni, mille errori ma un solo gol: allo U-Power Stadium finisce 0-1. Paulo Fonseca, che parte con Leao in panchina per la terza gara di fila, così vince per la prima volta in trasferta e sale a 17 punti: è ancora settimo, ma almeno va a Madrid (martedì in Champions) con il sorriso, dopo una settimana con sconfitta (contro il Napoli) e polemiche (Leao).
La Vecchia Signora. La Juventus torna al successo e passa di autorità a Udine (2-0) capitalizzando le uniche due vere occasioni del primo tempo: una virtù rara per una compagine giovane. Nell'undici titolare ci sono sette ragazzi della generazione Z e il più vecchio è il portiere Di Gregorio, con i suoi 27 anni. L'Udinese è rimasta con la testa al primo tempo di Venezia: è entrata in campo molle, errore imperdonabile se incontri una formazione coriacea che, senza i quattro gol rimediati a San Siro, sarebbe quasi imperforabile. Runjaic all’inizio propone capitan Thauvin a sostegno di Davis, dirottando Lucca in panchina. Thiago Motta si affida al rientrante Koopmeiners per giocare alle spalle di Vlahovic assieme a Yildiz e a Weah. La Juve tiene palla ininterrottamente per i primi 20 minuti fino a che, proprio Thuram, si inventa la rete del vantaggio: va via a Ehizibue e lascia partire un diagonale che centra il palo, la sfera attraversa tutta la linea della porta e colpisce la schiena di Okoye, prima di entrare nel sacco. Passa un solo minuto e serve uno scatto felino di Di Gregorio per negare il pareggio a Davis, capace di liberarsi sulla destra e lasciar partire una conclusione potente da pochi passi. La reazione friulana è tutta lì: gli ospiti proseguono nella ragnatela di passaggi e al 38', al secondo vero affondo, trovano il raddoppio con Savona ispirato da Yildiz. La Vecchia Signora, in attesa delle gare di oggi, affianca l’Inter al secondo posto in classifica. «Siamo una squadra giovane e forte. C’è autostima all’interno del gruppo: ora dobbiamo mantenere questo tipo di approccio anche in futuro», ha detto Timothy Weah, centrocampista della Juventus.
Mezzogiorno (e mezza) di fuoco. Il Napoli oggi alle 12,30 ospita l’Atalanta in un Maradona ancora sold out. Conte conferma l’undici base in toto. In difesa la coppia Rrahmani-Buongiorno dovrà tenere a bada il capocannoniere della serie A Retegui. Gli esterni Di Lorenzo e Olivera saranno molto attenti su Lookman ed eventualmente Samardzic. A centrocampo in cabina di regia ci sarà ancora Gilmour. Al suo fianco ci saranno McTominay ed Anguissa. In avanti Lukaku e Kvaratskhelia. Nell’Atalanta torna Marco Brescianini, assente da circa un mese.
Stasera Inter-Venezia. Nell’Inter in difesa (possibile il debutto di Martinez in porta) dovrebbe esserci Pavard, con De Vrij centrale e Bastoni a sinistra (Acerbi è recuperato ma andrà in panchina). A centrocampo non ci sarà Asllani, così in regia si rivedrà Zielinski dal primo minuto e Calhanoglu in panchina. Anche in attacco ci dovrebbero essere delle novità, con Taremi che potrebbe ritrovare una maglia da titolare in campionato. Nel Venezia la carica di Eusebio Di Francesco: «Dobbiamo continuare a credere in noi stessi come abbiamo fatto nelle ultime partite», ha detto il tecnico pescarese. «È una sfida proibitiva, ma proprio il senso di proibito deve attrarci. Dobbiamo scendere in campo con grande determinazione, consapevoli di trovarci di fronte a una squadra forte».
Angelo Caradonna