Milan-Juve, crocevia scudetto ma c’è l’incognita coronavirus

6 Gennaio 2021

Stasera lo scontro diretto a San Siro. Tra i bianconeri dopo Alex Sandro anche Cuadrado è positivo  La Asl di Torino avverte: «Pronti a bloccare la partenza della squadra in caso di nuovi contagi» 

MILANO. Senza Ibra ma con la voglia di continuare a sognare lo scudetto, anche se c’è l’incognita Covid. Per Stefano Pioli la sfida di stasera (ore 20,45) contro la Juventus è «una gara importante ma non decisiva», anche perché la strada verso il tricolore è ancora lunga. «Sarà una gara importante, però il campionato è una maratona, questa è solo una partita e non decisiva», le parole del tecnico del Milan. Niente Ibrahimovic, quindi, per la gara contro i bianconeri. «L'ho rimproverato, perché dopo il video che ha messo sui social sono stato tempestato di messaggi per sapere se avrebbe recuperato», ha scherzato Pioli. «Sta meglio e sta lavorando bene, ma non sarà della partita». Al suo posto al centro dell’attacco ci sarà Leao. Il discorso non può che tornare poi sul tema scudetto. «Il Milan la squadra più forte in Italia? Fino a oggi i risultati dicono questo. E le gerarchie in serie A sono cambiate soprattutto per noi, perché abbiamo fatto 17 punti in più rispetto all’anno scorso, ma è ancora presto per altri discorsi». Pioli non crede nemmeno a una Juve fuori dalla lotta se dovesse perdere stasera: «Non credo, 16 giornate sono poche rispetto a un intero campionato, c'è spazio per una squadra così forte per rimontare». Pioli non è nemmeno tipo da accontentarsi: «Firmare per il pareggio? Noi vogliamo provare a vincere». Intanto, però, c'è da fare i conti con la situazione non facile tra assenti e squalificati: Pioli ritrova Theo Hernandez, ma in mediana dovrà affidarsi a Krunic insieme a Kessie (Tonali è squalificato e Bennacer infortunato), mentre sulla trequarti ballottaggio tra Diaz e Castillejo per completare il trio dietro a Leao.
Qui Juve. Dopo Alex Sandro, pure Cuadrado: la Juventus temeva l’esito degli ultimi test, anche il terzino colombiano è risultato positivo al Coronavirus. E ora si trema ancora, con la partenza per Milano fissata stamattina dopo l’esito degli ultimi tamponi. Ieri sera Roberto Testi, dirigente della Asl di Torino, ha spiegato: «La società ha avvisato subito delle due positività, ma in questo momento, visto che tutti gli altri risultano negativi, non si può parlare di focolaio. Se dovessero esserci nuovi casi e venisse confermato un focolaio non controllato in squadra allora l'Asl, per la sicurezza dei giocatori stessi, sarebbe costretta ad intervenire bloccando la trasferta». Per ora, però, è già scattata l’emergenza terzini: senza Cuadrado e Alex Sandro, le uniche alternative di ruolo sono Danilo e Frabotta. «Il brasiliano sta facendo una grande stagione e ha l’intelligenza per poter giocare in più posizioni, mentre Demiral e Chiellini sono recuperati», dice Pirlo. E poi c’è ancora Dybala, per il quale Pirlo è tranquillo anche se negli ultimi giorni non è stato bene: «Ha avuto qualche linea di febbre, ma ci sarà». La Joya ha già avuto il Covid a marzo scorso e guarì soltanto 46 giorni dopo, oggi in assenza di Morata farà coppia con Ronaldo. Il coronavirus è tornato alla Continassa, ma il tecnico getta acqua sul fuoco sulle possibili polemiche considerando il precedente del Napoli: «Andremo a giocare la partita, è capitato ad altri di scendere in campo con qualche assenza», l’avviso di Pirlo, «e non cerchiamo nessun alibi, abbiamo una rosa competitiva in tutti i settori: troveremo 11 giocatori arruolabili e non avremo problemi o paure ad andare a San Siro».
Angelo Caradonna