Milan, manita da brividi Crollo Lazio, vetta addio

I rossoneri ribaltano il Dudelange e ipotecano il passaggio del turno
MILANO. La goleada (5-2) non tragga in inganno, da salvare per il Milan c'è solo il risultato rotondo, che avvicina la squadra di Gattuso ai sedicesimi di Europa League. Non è una vera ipoteca ma avere a disposizione due risultati su tre per la trasferta del Pireo l'Olympiacos (13 dicembre), sconfitto 1-0 dal Betis, diventa una bella polizza assicurativa. Per oltre un'ora il Milan offre una prestazione sconcertante e per 17' è addirittura in preda alla paura, sotto di un gol nella cornice desolante di San Siro (appena 15mila spettatori) contro una squadra di semiprofessionisti, a zero punti nel girone: i rossoneri, passati in vantaggio con Cutrone e poi rimontati da Stolz e Turpel, hanno bisogno del miglior Calhanoglu, spina nel fianco sui calci piazzati, di ben due autoreti (Cruz e Schnell) e infine del tap in di Borini per ribaltare il risultato ed evitare la figuraccia. Nemmeno Higuain, in campo per la prima volta dopo il personale psicodramma vissuto contro la Juventus, sembra carico, nonostante Gattuso lo abbia spronato a diventare «leader»: l'argentino si limita ad un fortunoso assist per Cutrone e poi si adagia sul ritmo compassato dei compagni. Le buone intenzioni del Milan si fermano proprio al gol (21') del numero 63, arrivato al quarto centro in altrettante partite di Europa League. Il Dudelange infatti non soffre dietro e il pareggio è meritato e arriva al 39' con Stolz. Nella ripresa San Siro si aspetta l'arrembaggio del Milan, invece ecco lo shock: Bertolacci pasticcia, Zapata lo imita e Turpel fa secco Reina. Gattuso ne ha abbastanza e sostituisce l'impalpabile Halilovic e l'irriconoscibile Bertolacci. E poco dopo arriva il 2-2 con un deviazione sfortunata di Cruz su un traversone di Calhanoglu. La rimonta si completa al 70' con una rasoiata del turco. Poi è tutta discesa: Schnell infila nuovamente Bennefoi (77'), poi Borini cala il pokerissimo (80') dopo essere entrato da appena 46 secondi. Ora alla squadra di Gattuso per continuare la corsa basterà non perdere al Pireo control’Olympiakos. La classifica: Betis 11, Milan 10, Olympiakos 7, Dudelange 0.
Lazio ko. Se provare a vincere il girone H di Europa League era l'obiettivo di Simone Inzaghi, l'allenatore non è riuscito a trasmetterlo alla squadra. Contro l'Apollon (che non aveva mai battuto un'italiana) è stata una Lazio spenta, timida, a tratti confusa. Così, complice la rovesciata di David Faupala (31' del primo tempo) ed il gol in contropiede di Markovic (37' della ripresa) è arrivata la sconfitta che non ti aspetti. Intanto l'Eintracht, sempre più padrone del girone (15 punti), asfaltava il Marsiglia (1) per 4-0, spegnando ogni altrui speranza di primato. Simone Inzaghi lascia a casa molti titolari ed alla fine paga dazio. La “Lazio B”, ma con una coppia d'attacco di tutto rispetto con Caicedo e Correa, dà spazio a giocatori che devono mettere minuti nella gambe (Murgia, Durmisi, Valon Berisha e Rossi) e alla fine paga dazio. Nel prossimo turno, il 13 dicembre, i biancocelesti andranno nella tana dell’Eintracht Francoforte.
Angelo Caradonna

