Milan, notte fonda È Fiorentina-show

30 Settembre 2019

I tifosi contestano tutti, il dt Maldini conferma Giampaolo

MILANO. Sprofondo rossonero. La Fiorentina banchetta 3-1 a San Siro sui resti del Milan, macerie di un club che non riesce proprio a risollevarsi. Quattro sconfitte nelle prime sei per i rossoneri, sedicesimi in classifica ad appena un punto dalla zona retrocessione: per trovare una partenza così misera bisogna tornare all'anteguerra, stagione 1938-39.
La «fiducia» della dirigenza a Marco Giampaolo espressa nel pre-gara dal ds Massara è stata ribadita a fine gara dal direttore tecnico Paolo Maldini. Si va avanti con il tecnico di Giulianova. Il pubblico, però contesta tutti. Il tecnico viene fischiato da una parte di San Siro già alla lettura delle formazioni - beccato assieme a Biglia e Rodriguez -, un malumore che cresce di minuto in minuto e che sfocia in cori pesantissimi contro la squadra («andate a lavorare», «tirate fuori i cog...i») e all'abbandono di molti spettatori e dell'intera Curva Sud a 15' dal triplice fischio finale. Pulgar, Castrovilli e Ribery, in quel momento, avevano già cannoneggiato un Milan annichilito, privo di idee e di spirito. Gordon Singer, che con il padre Paul gestisce il fondo Elliott, è in tribuna impietrito, al pari della dirigenza rossonera che però a fine gara decide di ribadire la fiducia nel progetto tecnico di Giampaolo, dritto negli spogliatoi a testa bassa a fine gara. Per Montella la rivincita è servita fredda dopo l'esonero arrivato nel novembre 2017: San Siro lo accoglie da reietto, lui lo abbandona con un sorriso sornione e tre punti in tasca. Non c'è nulla da salvare in una serata da incubo per il Milan. La Fiorentina infatti resta a lungo padrona del gioco: Donnarumma si distingue al 11' deviando in angolo un fendente di Chiesa. Un minuto dopo Calhanoglu perde una palla sanguinosa in mezzo al campo, Ribery salta Musacchio e Romagnoli come birilli, Donnarumma si supera sul diagonale del francese e su quello successivo di Castrovilli ma sulla ribattuta Chiesa viene steso da Bennacer ed è rigore: Pulgar spiazza il portiere e porta avanti la Viola. Il Milan ha un unico sussulto con Suso (24'), la cui conclusione è respinta in corner da Dragowski. Castrovilli troverebbe anche il raddoppio (28') ma Chiesa scatta in offside. Il Milan protesta per una trattenuta di Caceres su Piatek (31'), ma fatica ad imbastire un'azione corale, sopraffatta a centrocampo. Il Milan esce dall'intervallo con un debuttante Krunic in più (fuori un opaco Kessie), ma troppa carica, con i nervi a fior di pelle: Musacchio (55' ) entra dritto in tackle sulla tibia dell'imprendibile Ribery, la Var convince Giacomelli ad estrarre direttamente il cartellino rosso. Giampaolo si copre e prende altri fischi, sostituendo un impalpabile Piatek per l'esordiente Duarte. Ma è ancora Donnarumma a salvare il risultato sul rasoterra di Pulgar (58'). Il raddoppio è nell'aria e si concretizza al 66': altra palla persa di Calhanoglu, ripartenza viola e tap in di Castrovilli. Il Milan è alle corde, Bennacer tira giù Castrovilli in area e altro rigore (69): Donnarumma evita il tracollo e ipnotizza Chiesa. Nulla il portiere può sulla spettacolare sterzata di Ribery (77'), un gol che porta San Siro ad alzarsi in piedi per una standing ovation. Il primo gol di Leao (80') con la maglia del Milan è una triste consolazione. Il Milan non c'è. Giampaolo non si tocca, per ora. Ma il Milan deve risorgere.
Angelo Caradonna