Milan, torna Ibra per la corsa all’Europa

Rossoneri stasera con la Spal. Lo svedese recuperato, ma parte dalla panchina
MILANO. L’entusiasmo per le vittorie contro Lecce e Roma, che avvicinano l’orizzonte dell’Europa, non deve trasformarsi in euforia. Stefano Pioli non spiega le ali e ordina di volare basso: è soddisfatto per risultati e prestazioni, ma non vuole fomentare alcuna presunzione, specie contro una Spal (stasera ore 21.45) che sembra condannata alla retrocessione ma proprio per questo alla frenetica ricerca di punti. «Non guardiamo oltre», il diktat di Pioli alla vigilia. Il calendario, infatti, poi prevede un trittico infernale, con Lazio, Juventus e Napoli, e il Milan deve affacciarsi a questi impegni con enorme fiducia. «Sono vietati altri pensieri », rimarca Pioli, «dovremo affrontare la Spal con grande convinzione e concentrazione. Loro arrivano da due sconfitte di misura in cui potevano avere altri risultati. Nel 2020 noi stiamo tenendo un ritmo di due punti di media a partita, ma è difficile fare previsioni perché non si è mai giocato così spesso e in questo periodo dell'anno». L’evidente crescita della squadra pone, però, l’accento sull’ennesima contraddizione del Milan: Maldini e Pioli sono affiatati con il gruppo, ma Gazidis ha ormai scelto Rangnick come uomo forte per il nuovo anno zero del club. Pioli spera in una conferma, perché forte di un percorso positivo, ma rimanda alla società ogni decisione sul futuro, compresa quella su Donnarumma, sul cui rinnovo di contratto filtra da tempo grande ottimismo tra le parti in attesa di un imminente incontro: «Non so se Donnarumma sia il miglior portiere del mondo, come ha detto Maldini, ma sicuramente è tra i primi tre. Paolo ha già raccontato della volontà del club di trattenerlo. Io lo vedo sereno e determinato, ha un ottimo atteggiamento, lo vedo ancora nel Milan».
Sarà invece più difficile trattenere Ibrahimovic (nella foto), le cui richieste economiche non coincidono con la visione della proprietà. Lo svedese tornerà tra i convocati e potrebbe giocare uno spezzone di gara: «Psicologicamente sta bene, risponde bene al lavoro. Lui è un leone, è spinto sempre da grandi motivazioni e grande determinazione».
Inutile forzare perché Rebic e Calhanoglu stanno rispondendo alla grande. «Hakan è un grande giocatore, è arrivato il momento per lui di diventare un top player. Rebic invece non ha mai mollato, ha continuato a lavorare con disponibilità e volontà». A loro il compito di scardinare la Spal e fare un altro passo verso l'Europa.

