Mincarini: perché la D’Annunzio esclusa dalla rappresentativa?
PESCARA. Si avvicina l'appuntamento con il Torneo delle Regioni, in programma in Trentino dall'8 al 14 aprile, e fioccano le polemiche alla vigilia della partenza delle rappresentative, tra una...
PESCARA. Si avvicina l'appuntamento con il Torneo delle Regioni, in programma in Trentino dall'8 al 14 aprile, e fioccano le polemiche alla vigilia della partenza delle rappresentative, tra una settimana. Ad alzare il polverone è il presidente nonchè responsabile tecnico della D'Annunzio Marina Giovanni Mincarini. «Mi sembra strano che nessun elemento della nostra società sia tra i convocati degli ultimi raduni, nè con gli Allievi, dove abbiamo sfiorato l'accesso alla fase d'elite perdendo la qualificazione all'ultima giornata per un pareggio con il Penne incassato nei secondi finali, e tanto meno con i Giovanissimi, in cui siamo tra le migliori dieci squadre abruzzesi. A me non piacciono le prese in giro. Ho allenato le rappresentative regionali per dieci anni, vincendo ben tre edizioni. Un po' di esperienza in merito credo di averla», prosegue il 74enne dirigente del sodalizio pescarese. «Devo tutelare il buon nome della D'Annunzio che sta facendo benissimo con tanti ragazzi lanciati in giro per l'Italia, ma quando un tecnico scelto dalla federazione per guidare una rappresentativa si porta dietro nove ragazzi che ha già allenato l'anno precedente è un fallimento completo. Le scelte vanno fatte accuratamente tenendo in considerazione le società meritevoli sia sotto il profilo dei risultati che da un punto di vista comportamentale». Laconica la risposta del presidente regionale Figc Daniele Ortolano, capo delegazione della spedizione trentina. «Mi dispiace che a far polemica sia un persona a modo come Mincarini, con cui ho lavorato fianco a fianco ai tempi della gloriosa Renato Curi. La verità è che i criteri di scelta spettano esclusivamente ai tecnici (Dario Cantagallo per gli Allievi, la coppia Giovannelli-Vaccaro nei Giovanissimi) per i quali nutro fiducia e rispetto. Senza entrare nel merito, posso tranquillamente affermare che ogni scelta viene legata solo al valore dei ragazzi e, pure in questo caso, i canoni sono stati rispettati nella maniera più assoluta. L'obiettivo, anche quest'anno, è quello di mettere in mostra i nostri gioielli. A livello di risultati non mi sento di promettere nulla, specie nel calcio a 11 femminile, perchè siamo partiti in ritardo per colpa del maltempo e delle elezioni per il rinnovo delle cariche. L'impegno di certo non mancherà mai».
Marco Ratta
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