Minincleri: L’Aquila tradita da chi ha deciso di scappare

21 Marzo 2017

L’attaccante (decisivo col Sansepolcro) bacchetta i compagni che sono andati via: «Nelle difficoltà si vedono gli uomini, che peccato rompere quel bel gruppo»

Quando tutti lasciavano la barca affondare, lui non solo è rimasto a bordo ma si è caricato anche tutte le responsabilità sulle spalle. Simone Minincleri è l'uomo simbolo dell'Aquila. Il 28enne attaccante pugliese, dopo la partenza di La Vista, è diventato il capitano della squadra e a Sansepolcro ha segnato dal dischetto il gol decisivo che ha permesso ai rossoblù di tornare alla vittoria.

Tre punti che non fanno la differenza in una classifica ormai compromessa, ma regalano una piccola soddisfazione a una squadra ultra rimaneggiata che a Sansepolcro ha giocato con cuore, grinta e spirito di sacrificio, terminando la partita in nove per le espulsioni di Arboleda e Nohman. «Abbiamo compiuto l'impresa», spiega Minincleri, «questa vittoria ha un grande valore perché nelle difficoltà si vedono i veri uomini. Abbiamo vinto in nove contro una squadra forte e dato un segnale importante: L'Aquila è viva e vuole raggiungere i play off. Vittorie come quelle di Sansepolcro sono bellissime soddisfazioni che ci fortificano». Dopo l'esonero del ds Battisti, le dimissioni del tecnico Morgia e l'addio di La Vista, Russo, Zane, Sembroni, Brenci e Bonvissuto, Minincleri non ha mai pensato di andare via. «Sono stato il primo a dire che volevo rimanere e portare a termine il mio lavoro. Per me questo significa essere professionisti. Ho provato a convincere i miei compagni a rimanere e mi dispiace tantissimo che siano andati via perché ci hanno messo in difficoltà. Penso che una cosa del genere non sia mai successa in altre società. Eravamo un bel gruppo e stavamo facendo una buona stagione. Quello che è successo è inspiegabile: è stato vanificato tutto nel giro di una settimana. L'ho vista come un tradimento: rispetto la loro decisione, ma non la condivido».

A sette giornate dalla fine, L'Aquila è a -2 dai play off, obiettivo quasi impossibile da raggiungere considerato che l'organico è ridotto all'osso. Domenica al Gran Sasso d'Italia arriverà l'Albalonga e mancheranno anche gli squalificati Nohman e Arboleda. «Dobbiamo stringere i denti», conclude Minincleri, autore di 9 gol in campionato, «la classifica è corta e dobbiamo farci trovare pronti per sfruttare i passi falsi delle altre». Domenica Minincleri dovrà stare attento perché è diffidato e rischia di saltare il derby del 2 aprile con l'Avezzano.

Soci rossoblù pronti a cedere il club. L'attenzione dei tifosi resta concentrata sulle questioni societarie. Il sindaco Cialente si sta muovendo per trovare imprenditori disposti a investire nell'Aquila e a prendere il posto del presidente Chiodi che ha messo a disposizione le sue quote. Un ’intenzione ribadita ieri con una nota del club rossoblù: «La proprietà de L’Aquila Calcio 1927 prende atto della presa di posizione dell’assemblea dei tifosi organizzata dal Supporters' Trust di recente e ribadisce di aver già messo a disposizione le quote societarie per chi volesse rilevarle, confermando anche l’intenzione di farsi carico in forme da stabilire nel corso delle future trattative, degli oneri debitori pregressi considerando ovviamente sempre il valore effettivo della società».

Vastese. Crisi senza fine per la Vastese che con il Romagna Centro ha incassato la sesta sconfitta nelle ultime sette giornate. Tifosi in contestazione, società infuriata e play off sempre più distanti (-5). Non è in discussione la posizione del tecnico Favo (quattro sconfitte in cinque partite) e non sono previsti provvedimenti nei confronti dei giocatori. Ma il presidente Franco Bolami tuona: «La maglia della Vastese è storica e va onorata. Il girone di ritorno è stato disastroso. La squadra ha dei limiti e alcuni giocatori soffrono la pressione della piazza». Se potesse tornare indietro, rifarebbe la scelta di cambiare allenatore? «No, non la rifarei. Pensavo che con il cambio di allenatore ci sarebbe stata una svolta e invece non è andata così. La colpa è dei giocatori che devono cacciare gli attributi».

Domenica l'Avezzano gioca a Rieti e la trasferta potrebbe essere vietata ai tifosi marsicani.

Giammarco Giardini

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