MIRACOLO ABRUZZESE CON STILE E PASSIONE

12 Giugno 2018

Finalmente un raggio di sole che squarcia un cielo nuvoloso. È un lampo accecante quello dell’AcquaeSapone, permette di far tornare il sorriso al movimento sportivo abruzzese alle prese con delusioni...

Finalmente un raggio di sole che squarcia un cielo nuvoloso. È un lampo accecante quello dell’AcquaeSapone, permette di far tornare il sorriso al movimento sportivo abruzzese alle prese con delusioni e fallimenti. Il panorama è desolante, fortuna che c’è l’AcquaeSapone capace di tenere tutti incollati davanti alla televisione e di esultare per la conquista di uno scudetto che ribadisce il feeling tra il calcio a 5 e l’Abruzzo. Dopo Montesilvano e Pescara anche l’AcquaeSapone - la squadra itinerante che ha sede a Città Sant’Angelo, ha giocato a Montesilvano, si è trasferita al PalaSantaFilomena di Chieti e, infine, ha disputato le finali scudetto a Pescara - si è cucita il tricolore sul petto. È la vittoria dell’ostinazione e del talento, voluta dalla famiglia Barbarossa – arrivata al calcio a 5 dal ciclismo – che a costo di sembrare impopolare ha cambiato l’allenatore in corsa (lo spagnolo Perez al posto di Antonio Ricci) perché sentiva che era l’anno giusto. Il trionfo di Bassano del Grappa ha radici lontane, passa per la delusione di quattro anni fa (finale di gara 5 persa in casa), per la costruzione di una squadra talmente forte che ha infilato la doppietta coppa Italia-scudetto e spodestato i campioni della Luparense. Adesso l’aspetta la sfida europea. In una terra barcollante, praticamente ai minimi storici sul piano sportivo, quello dell’AcquaeSapone è il “miracolo abruzzese”. Un esempio da applaudire, anche per stile e passione.
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