Mitrita, l’allievo di Hagi cerca spazio tra i titolari

18 Gennaio 2016

L’ingresso in campo del romeno contro il Livorno ha dato la scossa all’attacco ma per Oddo non può giocare dall’inizio: «Deve ancora migliorare»

PESCARA. Le due facce della vittoria. Una raggiante di Alexandru Mitrita, l’altra sollevata di Andrea Cocco che finalmente ha interrotto l’interminabile astinenza (non segnava da 228 giorni). Il Pescara avanza al terzo posto e stasera guarderà con interesse la sfida tra le due battistrada, Cagliari e Crotone. La logica suggerisce di sperare in un exploit esterno dell’undici sardo che, oltre ad avere un punto in più rispetto ai calabresi, dispone di una rosa da serie A. Insomma, sembra più abbordabile fare la corsa sulla squadra di Ivan Juric che finora ha avuto un rendimento impressionante superando le più rosee aspettative. Con il passare delle giornate, nel Pescara aumenta la consapevolezza di poter giocarsi le proprie carte per la promozione diretta. Altre note liete si aggiungono alla rete di certezze che ha caratterizzato le 5 vittorie consecutive. Come era accaduto a Latina, anche sabato Massimo Oddo ha dato la scossa dalla panchina inserendo Alexandru Mitrita al 12’ della ripresa al posto di Rolando Mandragora. La velocità del 21enne romeno ha fatto saltare i piani di Bortolo Mutti che fino a quel momento aveva contenuto le sfuriate pescaresi. Resta il dubbio sul penalty concesso per l’atterramento di Mitrita, ma è innegabile che gli spunti dell’attaccante biancazzurro abbiano messo in crisi il Livorno. Per Oddo, il gioiellino nato a Craiova, 230 chilometri da Bucarest, è un talento da sgrezzare: «Non ha ancora la maturità per giocare titolare», ha spiegato il tecnico, «ma in certe situazioni può fare la differenza». Il giovane proviene dall’Accademia calcistica di Gheorghe Hagi, il Maradona dei Carpazi, ex fuoriclasse di Real Madrid e Barcellona, che giocò anche in Italia nel Brescia. L’estate scorsa, Mitrita è stato proposto al Pescara dall’agente Pietro Chiodi che opera nel mercato romeno da oltre 15 anni. Grazie alla sua mediazione, in passato in Italia sono sbarcati Chivu, Radu, Tatarusanu, Lobont, mentre a Pescara prima di Mitrita vennero Stoian e Boldor. L’operazione costerà circa 500 mila euro: 200 mila sono già stati versati nelle casse del Vitorul Constanta che a giugno percepirà il resto, così l’allievo di Hagi diventerà biancazzurro a tutti gli effetti. Alexandru comprende l’italiano, ma non lo parla ancora. Per ora preferisce esprimersi in inglese, come ha riferito nel post partita di sabato: «Capisco tutto, però devo imparare a parlare l’italiano. Comunque, sono felicissimo per la vittoria contro il Livorno. Sono tre punti fondamentali per il nostro cammino. Ringrazio l’allenatore che mi ha dato fiducia». In Romania, Mitrita debuttò a 16 anni in serie B con il Turnu Severin. Prima di approdare in Abruzzo esordì anche nella massima serie e l’anno scorso Mitrita fu eletto giocatore Promessa dell’anno.

La gioia di Alexandru fa il paio con la rinascita di Cocco che si è sbloccato trasformando il penalty dell’1-1. In questo caso Oddo si è preso un bel rischio mandando sul dischetto il centravanti sardo, reduce da un digiuno di circa 7 mesi. Chissà quante critiche sarebbero piovute se lo avesse sbagliato? Invece, anche in questa circostanza l’atteggiamento sbarazzino ha premiato il tecnico biancazzurro. Dal canto suo, a fine gara, il capocannoniere della serie B 2014-15 ha ribadito la sua volontà di restare in riva all’Adriatico: «Rimango qui», queste le parole di Cocco, «non ho mai pensato di andare via». I tifosi gli chiedono di non fermarsi: le sue reti potrebbero essere decisive per la promozione.

Giovanni Tontodonati

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