Modica: «Daremo l’anima per conquistare la salvezza»

13 Aprile 2016

Presentato il nuovo allenatore: ho una mia idea di calcio, ma in 4 giornate non si fanno miracoli La squadra ha grandi talenti e uno su tutti è Ceccarelli, ma non la voglio snaturare con il mio 4-3-3

L’AQUILA. «Mi aspetto un gruppo che mi segua in tutto e per tutto. Daremo l'anima per evitare i play out».

Poche parole, ma incisive quelle del nuovo allenatore dell'Aquila, Giacomo Modica, presentato ieri pomeriggio ad Amatrice, dove la squadra è in ritiro per preparare la delicatissima sfida con il Siena. Modica, storico collaboratore del boemo Zdenek Zeman prima alla Roma e poi al Cagliari, non allena in prima persona dai tempi di Lecco (2012), ma ha grandi motivazioni per questa sua avventura-lampo in rossoblù.

«In sole quattro partite non si possono fare miracoli. Di sicuro cercherò di tirare fuori il massimo da ogni mio calciatore per centrare la permanenza in Lega Pro, tramite la salvezza diretta o i play out. Il tempo stringe, ci sono delle difficoltà, ma non siamo assolutamente morti. La classifica dice che siamo in pericolo, ma sottolineo che questa squadra senza penalizzazione ha portato a casa 36 punti. In rosa ci sono giocatori di grande qualità, che cercherò di rivitalizzare. Uno su tutti? Ceccarelli. È un grande talento e bisogna farlo tornare vivo dal punto di vista mentale». Modica, però, non dimentica chi ha guidato i rossoblù fino a due giorni fa: «Voglio salutare con grande affetto Carlo Perrone, per quello che ha fatto finora con questa squadra. Non sono le classiche frasi di circostanza, anche perché lo conosco da tantissimi anni e so la qualità del tecnico e dell'uomo. Gli auguro le migliori gioie professionali». L'ex braccio destro di Zeman ha il 4-3-3 come marchio di fabbrica, ma non è detto che la L'Aquila giocherà così: «Credo che questa squadra possa interpretare questo modulo. Nello stesso tempo, non voglio snaturare il credo tattico portato avanti per gran parte della stagione dal precedente allenatore. Dovrò valutare la disponibilità dei ragazzi e se sia opportuno adottare il 4-3-3 o restare sulla scia dei moduli usati finora (3-5-2 o 3-4-3 ndc)».

«Ogni esonero è un fallimento», dice il presidente, Corrado Chiodi, «e quello di Perrone è stato il più doloroso della mia gestione. Era però necessario dare un segnale a tutto l'ambiente. Abbiamo voluto lanciare il messaggio che la società è viva e sta facendo di tutto per cambiare rotta e centrare l'agognata salvezza». Gli fa eco il vice presidente Massimo Mancini: «Con Carlo c’è un legame speciale e sono davvero triste per questo epilogo».

Il dirigente Davide Iannini, figlio di Eliseo, attuale sponso, spiega: «Era il momento di cambiare. Con Modica punteremo a ottenere 12 punti in queste ultime quattro partite. Non è impossibile...». È poi il turno del ds rossoblù Alessandro Battisti: «Modica era la nostra prima scelta. Sono rimasto colpito dalla sua voglia di mettersi in gioco e dalle sue idee di calcio propositive. Sono convinto che farà bene. Perrone resterà sempre nel mio cuore perché tra me e lui c'è un legame di amicizia nato tantissimi anni fa e portato avanti nel tempo. Sarà lui la prima persona a cui dedicherò la sperata salvezza dell'Aquila al termine del campionato».

Modica lavorerà con lo stesso staff tecnico che aveva Perrone: Tommaso Grilli con il doppio ruolo di vice-allenatore e preparatore dei portieri, e Emiliano Notarmuzi preparatore atletico. Ma potrebbe arrivare anche un nuovo collaboratore tecnico.

Giammarco Menga

©RIPRODUZIONE RISERVATA