Monachello, il giramondo rossonero

17 Settembre 2014

L’attaccante: «Felice di essere tornato in Italia, la Virtus fa per me»

LANCIANO. Un giovane giramondo. Punta centrale, classe 1994, arrivato a Lanciano dal Monaco dopo un lungo tira e molla, Gaetano Monachello sabato si candida per un posto da titolare, come sostituto di Thiam (squalificato). Nelle prime tre giornate di campionato il ragazzo nativo di Agrigento ha sempre giocato subentrando dalla panchina. Un quarto d’ora contro il Catania, col Modena e un tempo contro il Varese. «Sto mettendo minuti nelle gambe», ha spiegato la punta, «visto che questa estate a causa della trattativa lunga tra il Monaco e la Virtus sono rimasto fuori rosa per alcuni giorni. Ma ho recuperato, sto sempre meglio e sono pronto per giocare». Un giramondo perché nonostante la giovane età, dopo le giovanili nell’Inter e nel Parma, Monachello ha giocato all’estero: nel Metalurh Donetsk (Ucraina), Olympiakos Nikosia (Cipro), Cercle Brugge (Belgio) e Ergotelis (Grecia). «Sono esperienze che mi hanno aiutato a crescere», ha raccontato l’attaccante, «mi hanno fatto maturare a livello umano e calcistico. Mi sono trasferito prima a Milano da Agrigento con tutta la famiglia, poi a 18 anni mi sono ritrovato ad andare in giro per l’Europa da solo. Ho imparato tre lingue, inglese, portoghese e spagnolo. Ora sono felice di essere tornato in Italia e di essere a Lanciano». Una trattativa lunga quella col Monaco che ha fatto temere anche il peggio: che non si arrivasse alla firma. «Ho insistito col Monaco, grande società, per tornare in Italia», ha detto Monachello, «voglio giocare qui. Per ora sto entrando dalla panchina e non è facile. Non è stato facile soprattutto sabato a Varese perché eravamo anche in 10, ma cerco di farmi trovare sempre pronto dal mister perché voglio aiutare la squadra. C’è tanta concorrenza, sia come punta centrale, che è il ruolo che preferisco, sia come esterno, ruolo in cui mi posso adattare se il mister vuole. Ma due dei miei diretti concorrenti sono amici: Thiam e Cerrri. Con Thiam sono andato a scuola insieme a Milano, anche se lui è più grande di me di un anno, perché giocavamo entrambi nell’Inter. Con Cerri ho giocato assieme nel Parma. Gli altri ragazzi li ho conosciuti qui. C’è un gruppo bellissimo e sono onorato di farvi parte». Ribadisce Monachello di essere pronto a giocare anche da esterno e dice di essere un tipo nervoso. «Sono una punta», ha ripetuto, «ma in mezzo al campo ti devi adattare. Il 3-5-2 o il 4-3-3 non fanno differenza. Non contano i numeri ma la partita. Se Gatto va avanti, io so che devo tornare a coprire. Sono uno che si innervosisce facilmente, ma sto imparando a controllarmi. L’espulsione di Thiam mi è servita da lezione. Capita di avere queste reazioni, anche se non devono accadere, e realizzi quanto fatto solo a mente fredda. Solo dopo capisci di aver fatto un gesto stupido». (t.d.r.)

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