Monachello: il mio futuro? Mi piacerebbe restare qui

Il bomber della Virtus parla del possibile riscatto da parte del club frentano «L’interesse del Lanciano mi inorgoglisce, ma prima pensiamo al Frosinone»
LANCIANO. «Allo stadio Matusa troveremo una squadra, il Frosinone, arrabbiata, come lo siamo noi, reduce da un 4 a 0 subito a Bari che assolutamente non meritava. Sarà dura, sarà l’ennesima finale». Gaetano Monachello archivia la sconfitta in casa col Varese e guarda al prossimo impegno contro il Frosinone di Stellone che all’andata rifilò ad una Virtus irriconoscibile, senza gioco e smarrita, un sonoro 5 a 1. La squadra ciociara, che gioca in modo molto simile ai rossoneri: con grinta e fino al 95esimo minuto. E che è uscito rafforzato dal mercato invernale. Ha un nuovo attaccante, Arturo Lupoli che il Lanciano, ironia della sorte, ha incontrato proprio la settimana scorsa, quando indossava la casacca del Varese. La speranza è che lo scontro con Lupoli non sia uguale a quello di sabato scorso visto che ha segnato.
Il Frosinone ha poi preso dei nuovi giocatori, come Cosic in difesa (Pescara) Santana (Genoa) e Fois (Bologna) a centrocampo. Sarà una partita dura e da play off. «Per la classifica è una partita tra due squadre in zona play off», ha ammesso Monachello, 20 presenze e 6 gol «ma noi continuiamo a giocare pensando alla salvezza. Ogni partita va giocata come se fosse una finale per arrivare il prima possibile a 50 punti». Resta con i piedi per terra Monachello che in questi mesi a suon di gol e ottime prestazioni ha fatto lievitare le sue quotazioni di mercato. E spinto la società a valutare se esercitare o meno il diritto di riscatto del suo cartellino che si aggira sul milione e 700mila euro. «Se c’è questo interesse mi inorgoglisce», ha risposto l’attaccante natio di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, «e nel caso avvenisse sarei contentissimo di essere un giocatore della Virtus. Ma mancano ancora sei mesi, e non ci voglio pensare. Non voglio pensare troppo in là».
Neanche alla Nazionale che per molti è nel suo futuro. «Sono tutti complimenti e auguri che fanno piacere, come del resto le convocazioni nell’under 20», ha risposto Monachello, «ma ora non credo di poter rientrare nel giro dell’under 21, perché c’è già un gruppo consolidato e pronto per gli europei. Ma sono cose a cui non bisogna pensare ora. Ora c’è il Frosinone».
E contro la squadra ciociara in campo potrebbe ritagliarsi uno spazio anche Marco Pinato 10 presenze, 1 gol. «Io sono a disposizione del mister», ha detto l’esterno, «continuo a lavorare per farmi trovare pronto. Giocare di più aiuta, ma rispetto ogni decisione. Il campionato di B è diverso da quello della Primavera da cui provengo e ho avuto delle difficoltà ad ambientarmi, ma lavoro per riuscirci».
Un ragazzo di fascia, Pinato. «Mi sento centrocampista e fare la mezz’ala mi viene più naturale», ha spiegato il gioiello del Milan, «ma sono abituato a fare tutta la fascia sinistra. Ho fatto anche il terzino. Lo scorso anno con la Primavera mister Inzaghi mi aveva spostato esterno d’attacco. Così ho anche imparato a vedere la porta. Io ci sono, poi il mister decide». Mister D’Aversa a centrocampo ha gli uomini contati, alla luce degli infortuni di Grossi e Paghera, della squalifica di Bacinovic, la diffida di Di Cecco e un Vastola non del tutto recuperato dopo dieci giorni di varicella.
Teresa Di Rocco
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