Monachello: «Voglio lasciare il segno»

La punta entra e graffia: «Ho passato un periodo difficile. Con questa rete le gerarchie non cambiano, Cocco è super»
BRESCIA. L'uomo della provvidenza, stavolta, porta il nome di Gaetano Monachello. Tre settimane fa, alla prima giornata, fu Mancuso a salvare il Pescara in extremis, mentre contro il Brescia è stato l'attaccante calabrese (anche lui subentrato come Mancuso) a piazzare la zampata decisiva che ha permesso ai biancazzurri di pareggiare.
Per l'ex attaccante dell'Atalanta questo è il primo gol - pesantissimo - con la maglia del Pescara. «Volevo tornare a segnare, non facevo gol da tanto tempo e sono molto soddisfatto, anche se sono molto stanco. Per me è stato un periodo difficile, voglio dedicare la marcatura alla mia fidanzata e alla mia famiglia che mi sono stati accanto in questo momento particolare. La corsa sotto la curva? C'era tutta la rabbia di questo periodo per me, ma anche della squadra. Mi sono molto emozionato», racconta l’ex attaccante di Lanciano, Bari e Palermo.
Già, perchè il Pescara ha vissuto sugli alti e bassi nella partita del Rigamonti: bene nel primo tempo, poi però una ripresa abbastanza bruttina che poteva costare caro alla squadra di Pillon.
Prima dell'arrivo del provvidenziale attaccante siciliano. «Sono molto contento per la rete, anche per aver fatto contenti i miei nuovi tifosi, hanno viaggiato tanto per essere qui e ho notato un sostegno incessante dall'inizio alla fine, anche quando eravamo sotto nel risultato. Il pareggio contro il Brescia», sottolinea Monachello, «dimostra che siamo un gruppo unito e coeso, la squadra è forte e tutti giochiamo per dare il massimo, anche chi non è titolare».
Come Monachello, che non ha ancora giocato dall'inizio ma è sempre determinante dalla panchina. Chissà che questa rete di Brescia non possa cambiare le gerarchie di Pillon, con Cocco che può finire in discussione. Non secondo il giovane attaccante orobico. «Lui è un attaccante importante per la categoria, molto forte e soprattutto io posso solo imparare da lui che ha anche otto anni più di me ed un'esperienza incredibile in serie B. Le gerarchie le stabilisce il mister, sta a noi accettarle e cercare di metterlo in difficoltà. Non credo che le scelte siano cambiate».
Uno sguardo anche al futuro. «Sono dell'Atalanta, però gioco per questa maglia e voglio dare tutto per il Pescara. Per ora non ci penso, se il Pescara mi riscatta vorrebbe dire che ho fatto bene quest'anno».
Un elemento imprescindibile per il Pescara si è confermato Leonardo Mancuso, che si è dimostrato uomo buono per tutti i ruoli, finendo il match addirittura da prima punta.
Per Pillon deve essere la squadra a mettere in condizione l'ex Samb a fare meglio. «Nessuno è imprescindibile in questa squadra, anche perchè io ho giocato lo scorso anno per la prima volta con una certa continuità in serie B».
Ancora una rimonta per il Pescara, come con la Cremonese quando fu lui a segnare in extremis. «Significa che questa squadra ha spirito di sacrificio, lotta fino alla fine, gioca per il compagno, corre per due. Lo stesso Cocco ha fatto una partita di grande sacrificio, pur avendo pochi palloni giocabili. Bisogna capire perchè andiamo sempre sotto».
Per Mancuso è una questione mentale. «Siamo stati bravi a reagire, questo sicuramente, però è importante anche analizzare i motivi del perchè dobbiamo sempre recuperare».
Ora ci sono Foggia e Crotone, in pochi giorni, all'Adriatico: l'opportunità per cercare di allungare per il Pescara. «In queste due partite davanti al nostro pubblico dobbiamo cercare di fare bottino pieno, l'obiettivo è quello di fare il massimo e proseguire il nostro filotto», conclude Mancuso.

