Montani e il San Nicolò: salvezza da applausi

26 Maggio 2018

L’allenatore soddisfatto: «Ripagata la fiducia del presidente Di Giovanni. Petronio è un esempio»

PESCARA. Un altro obiettivo centrato: la salvezza della Virtus San Nicolò in serie D. Fabio Montani ha piazzato un’altra bandierina dopo la salvezza di due anni fa a Francavilla e la promozione in serie D, sempre con i giallorossi conseguita attraverso i play off un anno fa. «E’ stata una stagione difficile», ha detto il 49enne tecnico pescarese durante la diretta Facebook disponibile sul sito del Centro, «ma l’abbiamo chiusa con il risultato che la società mi aveva chiesto al momento del mio arrivo (a fine dicembre, ndr)». 25 punti nel girone di ritorno, una rincorsa culminata con lo spareggio play out vinto domenica scorsa contro la Jesina. «E’ stata un’esperienza che mi ha arricchito, molto formativa», ha aggiunto Montani, «ringrazio il presidente Di Giovanni che mi ha dato fiducia e ho lavorato tantissimo per ripagarlo. Potevamo salvarci senza gli spareggi, è vero. E questo potrebbe essere un piccolo neo di una stagione che va comunque archiviata positivamente, perché rincorrere non è mai facile, tenendo conto altresì che quest’anno la media salvezza si è alzata rispetto al passato. Ora ci godiamo questa salvezza e per quanto riguarda il futuro staremo a vedere». Una squadra, quella biancazzurra, che si rispecchia nel suo capitano Lino Petronio, 34 anni. «Un ragazzo eccezionale», il ritratto dell’allenatore, «una bella personale. Un gran lavoratore, integro fisicamente e dotato di grande forza di volontà. A mio avviso, può giocare altri 3-4 anni. Davvero un esempio per tutti». Dalla Virtus San Nicolò al resto del girone F della serie D. «Credo che il voto più alto tra le squadre abruzzesi vada all’Avezzano. Ha fatto un campionato eccezionale, essendo partito in buona sostanza dopo Ferragosto con una rosa costruita in corsa. E il grande merito, oltre che alla società, va all’allenatore Federico Giampaolo che ha svolto un bel lavoro». Altro argomento cruciale in serie D è l’utilizzo degli under. «Quattro in campo e cinque in panchina sono tanti», sostiene Fabio Montani, «io credo che i ragazzi vadano fatti giocare indipendentemente dalla loro età e dagli obblighi federali, ma così credo che non si faccia nè il bene dei giovani nè si accresce il livello tecnico del campionato». (r.c.)
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