Montella fa turnover «Milan, adesso voglio le conferme»

Stasera l’anticipo contro la Lazio, il tecnico lascia a riposo Bonaventura e Abate e assicura: Donnarumma farà la storia
MILANO. Il Milan non vince due gare consecutive da febbraio, così la prima richiesta di Montella alla squadra, a poche ore dalla sfida interna contro la Lazio, è di ripetere la prova «maschia» e «orgogliosa» di Genova per «dare continuità». Di rendimento e risultati. Vuole vedere progressi, anche minimi ma costanti, senza assillarsi a osservare la classifica («È ancora presto») e cerca risposte da alcune seconde linee a cui verrà data fiducia: «A centrocampo cambierò qualcosa - ammette Montella - perché alcuni hanno giocato tanto. La competitività sana aiuta i giocatori a migliorare e non fa perdere motivazioni a chi sta in panchina». Tutti importanti, nessuno indispensabile: con la Lazio infatti lascerà a riposo Bonaventura e Abate (sostituiti Kucka e De Sciglio) per non rischiare di perdere brillantezza atletica in un campionato «lungo e snervante» come quello italiano. Mette per il momento in soffitta l'esperimento Lapadula: Bacca riprende la maglia da titolare e Montella lo consiglia di non farsi ossessionare dal titolo di capocannoniere («Io non l'ho mai vinto ma per anni ho avuto la migliore media gol della serie A»). E soprattutto lancia un messaggio a Donnarumma rassicurando Mino Raiola che batte cassa: «Donnarumma è un calciatore del Milan e siamo convinti di proseguire il rapporto con lui. Il rinnovo di contratto si farà a prescindere da Raiola. Lo dico con il sorriso, Gigio può fare la storia del Milan». Montella, nella sua settimana del cuore («I laziali mi hanno sempre trattato bene anche se ho giocato nella Roma»), non parla invece apertamente di quali obiettivi sente di poter raggiungere ma mette nel mirino l'Inter («Ahimé ha battuto la Juve, è una nostra competitor») anticipando di due mesi il derby, nella giornata in cui San Siro celebra i 90 anni di vita. Il tecnico rossonero vuole andare per gradi e stimolare i propri giocatori a raggiungere traguardi ambiziosi ma non troppo pindarici. I nerazzurri puntano alla Champions, hanno potuto spendere in estate con l'avvento di Suning, mentre il Milan ha fatto di necessità virtù, inchiodata sul mercato per via della lunga trattativa per il passaggio di proprietà che pare ora essere arrivato a una svolta. «Gli stipendi sono arrivati, quindi la società ha i soldi», una battuta di spirito per far capire che le voci e i comunicati in questa fase di transizione non disturbano l'ambiente: «Io mi rapporto con questa dirigenza e ne sono orgoglioso. Vediamo cosa riserverà il futuro».

