Montella frusta e cambia il Milan

Dopo il ko con la Lazio si passa alla difesa a 3 per la gara contro l’Austria Vienna
MILANO. La bolla di entusiasmo è esplosa. Il primo ko stagionale, pesante nel risultato e grave perché contro una concorrente come la Lazio, ha evidenziato che una faraonica campagna acquisti da sola non garantisce al Milan un posto nella prossima Champions, obiettivo indispensabile per la nuova proprietà cinese. Vincenzo Montella è già sotto pressione: deve correre ai ripari, accelerare l'integrazione dei nuovi acquisti, sviluppare un'identità di squadra, e il passaggio alla difesa a tre non può essere l'unica medicina, come si intuisce dall'analisi dell'allenatore, il primo a fare autocritica. «Veniamo da due mesi con tantissimi acquisti e continui complimenti: tutto ciò evidentemente un po’ ci ha distratto, può essere fisiologico. Dopo questa brutta sconfitta abbiamo capito velocemente che il calcio italiano è così: bisogna imparare anche a soffrire, non sempre a provare a giocare meglio», ha detto a Milan Tv Montella, dopo una notte in cui ha «dormito poco e male», rimuginando sul blackout della sua squadra («15-16' in cui abbiamo staccato la spina») e sull'incapacità di reagire. L'integrazione dei nuovi non è rapida: lo dimostrano le panchine di André Silva, Kalinic e Calhanoglu (rinforzi da quasi 90 milioni) ma anche gli affanni di Kessie e i passaggi a vuoto di Bonucci. Nelle analisi in casa Milan si parla anche di sottovalutazione del pericolo da parte di allenatore e squadra, dopo i segnali di allarme nella sofferta vittoria con il Cagliari prima della sosta. Le stesse incertezze a centrocampo, in difesa e in porta («Una sconfitta che brucia ma che ci servirà per crescere come squadra», ha scritto su Instagram Donnarumma), contro un'avversaria solida come la Lazio hanno portato i rossoneri a perdere la bussola. «Non farei un dramma più del necessario. Una pessima figura, presa nella maniera giusta, può servire. Voglio vedere fiducia e la fame necessaria per giocare a certi livelli», ha avvertito Monella, che si attende «una reazione» giovedì nel debutto nel girone di Europa League con l'Austria Vienna. Il flop di Roma accelera il ritorno alla difesa a tre, soluzione che Montella studia dall'anno scorso e ha messo in stand by a fine agosto, dopo il deludente esperimento contro lo Shkendija, in attesa di provarla con continuità a Milanello. A Vienna Romagnoli affiancherà Bonucci e Musacchio, mentre presto Calhanoglu potrebbe essere provato da trequartista dietro due punte. «Su tanti elementi avrei potuto fare di più. Quello tattico è l'ultimo, perché», ha chiarito, «non credo molto che il modulo sia decisivo. Devo farmi intendere di più sull'atteggiamento», ha ammesso Montella, insistendo sui concetti di umiltà e invitando tutti a «cercare meno la bellezza».

