Morbidelli-show, ma il titolo è dello spagnolo Mir

16 Novembre 2020

Il pilota romano al terzo successo stagionale. Il 23enne pilota della Suzuki campione di continuità

VALENCIA (SPAGNA). Il campione del mondo che non t'aspetti e un'altra gara capolavoro targata Franco Morbidelli che ora può davvero guardare al futuro da protagonista. È la fotografia da portare a casa in attesa di tempi migliori per l'Italmoto che, nonostante la gioia per il terzo trionfo in MotoGp del pilota romano, deve assistere per il nono anno consecutivo al successo iridato di un iberico nella top class, il 23enne venuto da Maiorca Joan Mir.
La Spagna migliora il record stabilito nel 2019: la prima nazione rivale è l'Italia, che con Giacomo Agostini ha vinto in 7 anni consecutivi dal 1967 al 1972. Da dimenticare poi la gara di Valentino Rossi solo dodicesimo e Andrea Dovizioso, ottavo. Nel 100° anniversario della sua storia, la Suzuki può così festeggiare un Mondiale nella Motogp grazie alla capacità tattica di Mir bravissimo a sbagliare poco e ad accumulare punti.
Un modo di interpretare le corse che con una sola vittoria nell'anno anomalo per via del Coronavirus e dell'infortunio a Marc Marquez lo ha portato a trionfare nel campionato anche grazie al settimo posto ottenuto nella penultima corsa del campionato a Valencia. «Incredibile», le prime parole da campione del mondo di Mir festeggiato dopo il podio dalla giovanissima mamma. «Non ho parole per descrivere quello che sto sentendo adesso. Si tratta di qualcosa che per quello che ho fatto e ho voluto realizzare nella mia vita è un sogno, un sogno diventato realtà. Non riesco a piangere o a ridere, è un mix di emozioni diversissime. Sono felicissimo. Non ci posso credere. Ho bisogno di tempo, mi devo un attimo rilassare. Mi sono seduto un attimo prima per capire cosa sta succedendo intorno a me».
Sul podio dietro a Morbidelli l'australiano Miller su Ducati con cui il romano ha dovuto lottare fino all'ultimo, terzo lo spagnolo Espargaro su Ktm. «Sapevo», ricostruisce Morbidelli, «che Jack sarebbe arrivato, nell'ultimo giro è arrivato e mi sono detto che avrei provato a fare di tutto per vincere. Il duello è stato pulito e sportivo, proprio bello. Non so quante volte ci siamo superati all'ultimo giro. Sono riuscito a vincere, ma anche Jack è stato davvero incredibile. Il passo che abbiamo entrambi mantenuto è stato impressionante. Congratulazioni al team e a Jack. Peccato aver perso il campionato», ammette Morbidelli, «ma abbiamo fatto un lavoro ottimo. Questa è dedicata a Manolo, il mio amico, perché è il suo compleanno».
Chi è Mir. Un ragazzo intelligente, educato, gradevole, divertente quando si può, serissimo quando corre, assicura chi lo conosce bene. Dal surf sulle onde di Palma di Maiorca alle curve mozzafiato della MotoGp Joan Mir è andato davvero di corsa laureandosi campione del mondo della classe regina a 23 anni e nella sorpresa generale, seppur in un anno anomalo a causa del Coronavirus e dell'infortunio di Marc Marquez.
Un titolo quello di Mir che parla anche un pò italiano grazie alla scommessa vinta da Davide Brivio alla Suzuki, vecchia conoscenza delle due ruote tricolori legata in passato al nome di Valentino Rossi. Dopo i primi anni di vista passati perlopiù sulle spiagge di Maiorca a surfare, Mir scopre la passione per le moto grazie a Jorge Lorenzo che lo porta in pista dove comincia a correre e vincere molti campionati di minimoto e minimotard dai 10 ai 12 anni sulla propria isola. Una specie di terra benedetta per gli sportivi e non solo. A Maiorca oltre a Lorenzo sono nati il compianto Luis Salom, Augusto Fernandez, Izan Guevara e uscendo dal garage delle due ruote il fuoriclasse del tennis Rafa Nadal.
Paride Di Noia