Muore a 26 anni: era caduto nel burrone

17 Giugno 2023

Non ce l’ha fatta lo svizzero Mader: giovedì l’incidente con un volo di 30 metri. Nel 2021 vinse una tappa del Giro ad Ascoli

ROMA. Gino Mader è sopravvissuto meno di 24 ore all'incidente di cui è stato vittima giovedì, durante la quinta tappa del Giro della Svizzera. Troppo gravi le lesioni riportate dal ciclista 26enne, precipitato in un burrone mentre percorreva ad alta velocità - le moto al seguito viaggiavano ad oltre 100 km l'ora - il tratto finale della frazione più impegnativa, tra Fiesch e La Punt, lungo la ripida discesa del passo dell'Albula. Un volo di una trentina di metri che non ha gli lasciato scampo. Atterrato sulle pietre di un ruscello, è stato trovato privo di sensi. Rianimato sul posto, era volato in elicottero all'ospedale di Coira, giungendovi in coma. «Nonostante gli sforzi della fenomenale squadra dell'ospedale di Coira», ha scritto in una nota la Bahrain-Victorious, «Gino non è riuscito a portare a termine la sua ultima e più grande sfida e alle 11,30 abbiamo dovuto salutare una delle luci della nostra squadra». Mader, 27° in classifica generale, era alla fine di una tappa estenuante, scandita da tre salite oltre i 2.000 metri e con 4.710 di dislivello. Nello stesso punto è caduto l'americano Magnus Sheffield (Ineos-Grenadiers), ricoverato in ospedale con lividi e una commozione cerebrale. «Tutto il team è devastato da questo tragico incidente e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la famiglia e i cari di Gino in questo momento incredibilmente difficile». Ieri la gara è stata «neutralizzata» prima della partenza della 6ª tappa tra Coira e Oberwil-Lieli. «Il gruppo partirà negli ultimi 30 chilometri» e formerà «un corteo in omaggio» al corridore, ha annunciato l'organizzazione. Nato a Flawil, nel Cantone di San Gallo, scalatore e vincitore di una tappa al Giro d'Italia nel 2021 ad Ascoli, Mader era una delle principali speranze svizzere nelle corse a tappe, quinto e miglior giovane corridore al Giro di Spagna 2021. Già giovedì sera il campione del mondo Remco Evenepoel aveva criticato su Twitter la scelta di completare la tappa con un percorso del genere. «Poiché un arrivo in alto sarebbe stato possibile, non è stata una buona decisione lasciare che (i corridori) finissero questa pericolosa discesa», aveva scritto il belga. La tragedia ricorda quelle del belga Wouter Weylandt nel 2011, nella discesa del Passo del Bocco, a 25 km dal traguardo della 3ª tappa del Giro, e dell'italiano Fabio Casartelli nel 1995, nella discesa du Portet d'Aspet, durante la 15ª tappa del Tour de France. Il casco per i professionisti è diventato obbligatorio nel 2003, dopo la morte, alla Parigi-Nizza, del kazako Andrei Kivilev. Ma, vista la dinamica dell'incidente, è probabile che nemmeno questo strumento di sicurezza avrebbe potuto salvare la vita a Mader.
Angelo Caradonna