Murilo: con la Luparense decideranno i dettagli

21 Maggio 2018

Il capitano dell’Acquaesapone e la rivincita in finale con i veneti dopo 4 anni: «Grande equilibrio»

PESCARA. Non sempre il destino concede una seconda possibilità, ma con Murilo Ferreira, il capitano dell’AcquaeSapone, è stato generoso. Quattro anni dopo la sfortunata finale del 2014 ecco che arriva l’occasione della tanto attesa rivincita. Ancora una volta l’ultimo ostacolo si chiama Luparense, e il nastro dei ricordi corre veloce all'indietro fermandosi proprio sulla partita che fino ad oggi rappresenta il più grande rimpianto per lui e per tutta la famiglia nerazzurra: «La più grande delusione della mia carriera», conferma Murilo senza troppi giri di parole, «ma adesso per fortuna abbiamo di nuovo la possibilità di provarci. Ricordo benissimo quel pomeriggio, l’entusiasmo era alle stelle, il PalaRoma strapieno con tanti tifosi rimasti fuori che provavano a sbirciare attraverso le vetrate. Faceva un caldo torrido e tutti eravamo fiduciosi. Purtroppo sappiamo come andò a finire...».
Insieme a Mammarella e Calderolli forma il terzetto dei superstiti, ma non vuol sentir parlare di vendetta: «Preferisco dire rivincita. Non ho nulla contro la Luparense, ci siamo affrontati tante volte, sempre con rispetto e sportività. Certo, mi piacerebbe alzare questo trofeo che mi manca e per farlo darò il 100% e oltre, come faranno tutti i miei compagni». Nella stagione tra le due squadre c’è stato grande equilibrio: in campionato hanno chiuso entrambe al primo posto a quota 58 punti (anche se i Lupi hanno la miglior classifica per gli scontri diretti).
In Coppa Italia sono stati i nerazzurri ad avere la meglio nella finale di Pesaro, mentre i veneti si sono presi la rivincita eliminando Murilo e compagni dalla Coppa della Divisione: «Le nostre sono state sempre sfide caratterizzate da grande equilibrio e penso sarà lo stesso anche nella serie che assegna lo scudetto. Siamo arrivati fin qui con merito, disputando una grande stagione e crescendo nel corso dei play off. Con Pesaro, soprattutto in gara-2, abbiamo balbettato, poi con Rieti siamo tornati a fare quello che sappiamo. Adesso non vedo l’ora di scendere in campo per giocare questa partita che aspetto da tempo».
Bisognerà in qualche modo capovolgere il fattore campo vincendo almeno una sfida in Veneto per riuscire ad alzare il trofeo: «Loro giocheranno le prime due in casa e la cosa migliore sarebbe vincerne almeno una per poi provare a chiudere la serie tra le mura amiche. Certo, se poi riuscissimo a fare il doppio colpo non ci dispiacerebbe», chiosa.
Quest’anno in casa AcquaeSapone sono arrivati due ragazzi come Bertoni e Coco Wellington che proprio dodici mesi fa hanno alzato il tricolore con i Lupi: «Due professionisti esemplari», li definisce Murilo, «che conoscono bene i nostri avversari e la cui esperienza ci sarà di grande aiuto per provare a raggiungere l’obiettivo che tutti vogliamo. Ma con la Luparense ci siamo scontrati talmente tante volte che ormai non credo ci siano più segreti. Quando si arriva a questo punto la differenza può arrivare dai dettagli e soprattutto dalla condizione fisica, ancor prima del fattore campo: ci aspettano venti giorni in cui bisognerà lavorare sodo senza trascurare nulla».
Neanche l’aspetto ambientale, con i tifosi già in fermento per accaparrarsi un posto sulle tribune del Pala Giovanni Paolo II, il palazzetto che diventerà la casa dell’AcquaeSapone per la finale: «Già da venerdì sera ho iniziato a ricevere messaggi di amici che mi chiedono un biglietto. Accontentarli tutti non sarà semplice, mi aspetto un palazzetto pieno e in grado di trascinarci». (a.d.s.)
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