Napoli impazzisce Lo scudetto? Adesso si può fare

Higuain trascinatore dei partenopei primi in classifica L’Inter protesta ancora per l’espulsione di Nagatomo
NAPOLI. Gli allenatori cambiano, i vizi restano: l’Inter esce sconfitta dal San Paolo nonostante una delle migliori partite del campionato. L’orgoglio come le ambizioni dunque sono salve, eppure, alla fine, prevale un’antica sindrome da vittimismo. Roberto Mancini se la prende con Daniele Orsato in seguito all’espulsione per somma di gialli di Nagatomo, uno scandalo secondo lui. Le immagini e il regolamento - in realtà - sembrano non confermare la granitica tesi del tecnico nerazzurro. Non siamo ai tempi di Mazzarri ma forse per diventare una squadra da vertice bisogna anche incassare le sconfitte, perfino accettare le critiche con un filo in più di compostezza, a tutto vantaggio dell’ambiente e della squadra.
Intanto il campo lunedì ha detto che il Napoli ha vinto guidando la partita per 70 minuti, trascinata da un fuoriclasse assoluto come Higuain, lasciandosi andare solo sul finale cullandosi colpevolmente sul vantaggio di due reti a zero. Paradossalmente, l’Inter ha “giocato” - specie in 10 - come spesso le è stato rimproverato di non fare, eppure non è bastato. Meglio il “gioco antico”, come l’ha etichettato Sacchi, e i tanti 1-0 fin qui collezionati. In ogni caso, in avvio Mancini aveva schierato una formazione azzardata con Guarin, apparso più peso che risorsa, Icardi ancora corpo estraneo, Nagatomo, decisamente un giocatore non da grande squadra. Poi quando tutto sembrava perduto, ha prevalso l’orgoglio e i nerazzurri hanno cercato coraggiosamente il pari, colpendo ben due pali. Una prova che, alla fine, sa di beffa per i punti lasciati sul campo tanto che Mancini perde le staffe: come avviene ormai da un po’ prova a sentire il rumore dei nemici, per dirla con un altro tecnico nerazzurro: prima i giornalisti accusati di criticare, ora gli arbitri. Sull’altro fronte c’è Maurizio Sarri, maturato attraverso lunghi e difficili anni di gavetta: profilo basso e tanto lavoro. Ha saputo motivare e accendere Higuain, ha migliorato l’assetto difensivo del Napoli, ha rivoluzionato il centrocampo, ha saggiamente ignorato le critiche, come quelle - le più dolorose - che gli sono arrivate da Maradona. La costanza e la passione hanno fatto il resto. Dietro il Napoli capolista dopo 25 anni, c’è il lavoro di un uomo di molta sostanza, a volte ruvido e poco diplomatico, pronto ad assumersi le proprie responsabilità.
RECORD DI SPETTATORI IN TV. Record negli ascolti televisivi per la 14ª giornata di serie A, che ha registrato 10.105.206 spettatori, superando per la prima volta in stagione il muro dei 10 milioni nell’audience totale. Lo ha reso noto la Lega di serie A, informando che la partita più vista è stata Napoli-Inter, con 2.524.589 spettatori (share del 9,33%), seguita da Palermo-Juventus (2.067.297 e 7,55%) e Milan-Sampdoria (1.623.114 e 6,68%).

