Napoli inarrestabile è capolista solitaria

2 Ottobre 2017

NAPOLI. Napoli forza sette. La marcia degli azzurri non conosce soste. Arriva con il Cagliari la settima vittoria consecutiva dall’inizio del campionato per i partenopei, che superano senza troppe...

NAPOLI. Napoli forza sette. La marcia degli azzurri non conosce soste. Arriva con il Cagliari la settima vittoria consecutiva dall’inizio del campionato per i partenopei, che superano senza troppe difficoltà anche i sardi e guadagnano il primo posto solitario in A approfittando del pari della Juve. Troppo grande è la differenza di caratura tecnico-tattica fra la squadra di Sarri e quella di Rastelli. Al Cagliari servirebbe un miracolo tecnico e agonistico per fronteggiare adeguatamente gli avversari. Ma nel calcio i miracoli avvengono solo raramente, tanto è vero che il Cagliari non tira in porta neppure una volta per tutto l'arco della partita. Il Napoli è la solita squadra aggressiva e perfettamente organizzata. Difesa alta fino a centrocampo, passaggi a raffica, improvvise puntate degli attaccanti, con l'azione che si snoda prevalentemente attraverso le fasce esterne e con Mertens mobile e caricato a molla a far paura alla difesa avversaria. La gara si mette subito in discesa per il Napoli che dopo appena tre minuti di gioco trova la rete del vantaggio con Hamsik (ormai ad un solo gol da Diego Maradona che guida ancora con 115 centri la classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi). Sarri frena gli entusiasmi. «Sono sei anni che si dice che potremmo dare fastidio alla Juventus, ma alla fine vincono loro. Significa che sono un gradino sopra a tutti», così il tecnico del Napoli, «il Cagliari è una squadra che come potenziale offensivo poteva essere pericolosa e questa sfida poteva nascondere delle insidie». Poi una stilettata alla Lega: «Vorrei sapere il nome di chi, in Lega, decide i calendari: questa è la tutela che in Italia danno a chi gioca le Coppe. Ogni volta giochiamo contro squadre che hanno almeno un giorno di riposo in più di noi e giocare a Napoli a mezzogiorno il primo di ottobre non mi sembra una scelta intelligente».