Napoli, insulti razzisti a Koulibaly e la procura Figc apre l’inchiesta

NAPOLI . L'odioso esercizio dei cori razzisti si è ripetuto e a finire nel “mirino” stavolta sino stati i giocatori di colore del Napoli domenica a Firenze. «Scimmia di m... Mi hanno chiamato così....
NAPOLI . L'odioso esercizio dei cori razzisti si è ripetuto e a finire nel “mirino” stavolta sino stati i giocatori di colore del Napoli domenica a Firenze. «Scimmia di m... Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c'entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre»: Kalidou Koulibaly ha affidato ai suoi profili social lo sfogo dopo gli ennesimi cori razzisti. Nei confronti suoi e dei compagni di squadra, Viktor Osimhen e Franck Anguissa, oltre a quelli contro Napoli e i napoletani. Ancora un episodio di razzismo nel campionato italiano a un paio di settimane da quello che ha visto protagonista, suo malgrado, il portiere del Milan Mike Maignan, insultato da un tifoso della Juve poi identificato. La Procura della Federcalcio, ha aperto un'indagine. «Purtroppo è da diverse domeniche che abbiamo episodi di questo tipo. La Figc ha una netta posizione di condanna su questi atteggiamenti scellerati», ha commentato il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Prende le distanze la Fiorentina, che in una nota fa sapere di aver «già messo a disposizione della questura tutte le immagini video e tutti gli strumenti in proprio possesso perché vengano individuati i colpevoli degli inqualificabili cori lanciati domenica sera contro alcuni giocatori del Napoli e una volta identificati dalle istituzioni preposte i colpevoli di questo grave gesto sarà cura della stessa Fiorentina proibire loro l'accesso allo stadio». Scende in campo anche l'Assocalciatori con il suo presidente Umberto Calcagno: «Questi soggetti non sono tifosi, non sono veri appassionati di calcio e vanno individuati ed espulsi per sempre dai nostri stadi». Come Koulibaly, anche Anguissa e Osimhen hanno scelto i loro profili social per «commentare», quanto accaduto a Firenze. «Parlate con i vostri figli e fate capire quanto sia disgustoso odiare un individuo per il colore della sua pelle», ha scritto l'attaccante nigeriano Osimhen. «È triste vedere che nel 2021 ci sono ancora persone capaci di agire in questo modo! Per quel che mi riguarda, puoi insultarmi e chiamarmi scimmia, questo non influenzerà l'uomo che sono, perché so chi sono, so da dove vengo, sono un uomo di colore e sono orgoglioso di esserlo, e questo non cambierà mai. No al razzismo», ha scritto invece Anguissa.

